
A scoprire i segni molecolari già in utero è uno studio pubblicato su Nature Medicine
Il Parkinson giovanile, che si manifesta tra i 20 e 50 anni di età, potrebbe iniziare a svilupparsi nel cervello già prima della nascita. A scoprire dei segni molecolari già in utero è uno studio pubblicato su Nature Medicine, che apre anche la strada a nuove potenziali terapie. I ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center, in California hanno ricavato cellule staminali pluripotenti indotte provenienti da cellule di pazienti con Parkinson a esordio giovanile e le hanno utilizzate per ottenere neuroni che producono dopamina. Proprio il calo di produzione di questa sostanza è associato infatti alla malattia neurodegenerativa.
In questo modo è stato possibile esaminare lo sviluppo dei neuroni dopaminergici ed evidenziarvi un accumulo della proteina alfa-sinucleina (fenomeno ricorrente nel Parkinson), e il malfunzionamento dei lisosomi, le cellule che smaltiscono le molecole estranee e che, se difettose, provocano l'accumulo di alfa-sinucleina.
fonte: Nature Medicine
Dalle evidenze emergenti sui biomarcatori plasmatici alle nuove traiettorie molecolari: il congresso AD/PD 2026 segna una svolta verso una medicina di precisione sempre più concreta nella malattia di Alzheimer.
Un nuovo biomarcatore potrebbe aiutare a prevedere come evolverà il Parkinson, supportando terapie più mirate nei primi anni.
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