|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Narrare la depressione aiuta malati, familiari e medici

Lo evidenzia il progetto di medicina narrativa 'Fuori dal blu' della Fondazione Istud
Psichiatria

Le persone depresse non solo vivono da sole in oltre la metà dei casi, ma hanno un senso di solitudine profonda non percepita da chi gli sta intorno. Così come è taciuto il carico e la sofferenza dei familiari, i meno ascoltati, mentre chi cura una persona depressa all'inizio si sente spesso impotente: sono alcuni degli aspetti emersi dal progetto di medicina narrativa 'Fuori dal blu' della Fondazione Istud, presentato a Milano con la Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia, Società Italiana di Psichiatria, Fondazione Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna).

L'iniziativa ha visto la raccolta di 96 storie di depressione raccontate 'a tre voci', cioè dal malato, da chi gli sta accanto, e dagli psichiatri che li curano.

Complessivamente hanno partecipato 5 centri di psichiatria (2 al nord, 2 al centro e uno al Sud). "L'obiettivo del progetto - spiega Maria Giulia Marini, direttore scientifico e dell'innovazione dell'area sanità di Istud - era riuscire a far parlare le persone di una condizione difficile da far comprendere. Avere la depressione non significa semplicemente essere tristi o giù di corda ogni tanto, ma trovarsi in una condizione di persistente e severo abbattimento, a cui non si riesce a reagire indipendentemente dalla propria volontà".

pubblicità

Partendo da una traccia narrativa si è chiesto ai partecipanti di raccontare la loro vita da prima, durante e dopo la depressione, per poi guardare al futuro. I loro racconti hanno fatto emergere aspetti importanti, come per esempio gli eventi scatenanti più ricorrenti (malattia, problemi lavorativi, difficoltà nelle relazioni familiari e sentimentali), che all'inizio il 47% pur stando male non va dal medico e non ha fiducia nelle terapie, e che a far stare meglio è il contatto con la natura e gli animali. "Anche scrivere cura - aggiunge Claudio Mencacci (nella foto), co-presidente della Sinpf - consente di condividere e far emergere emozioni più difficili da raccontare verbalmente.   Queste esperienze sono di grande aiuto anche per noi medici, perchè possiamo capire meglio e condividere la sofferenza di chi ci sta davanti". 

Psichiatria
Commenti

I Correlati

Amiloidosi ereditaria, le storie dei pazienti diventano cura: nasce il progetto AMYCI
Pazienti
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Alzheimer, Lilly propone ad AIFA nuovi modelli per favorire l’accesso a donanemab e sostenere la sostenibilità del SSN
Aziende farmaceutiche
Alzheimer, Lilly propone ad AIFA nuovi modelli per favorire l’accesso a donanemab e sostenere la sostenibilità del SSN
Nel percorso di valutazione della rimborsabilità di donanemab, Eli Lilly Italia propone ad AIFA accordi per bilanciare innovazione terapeutica e sostenibilità economica. L’Azienda avvia inoltre iniziative con i centri specialistici per garantire l’ac
Dipendenze invisibili, l'allarme del Policlinico Gemelli: «Social, IA e cocaina minacciano sempre più adolescenti»
Psichiatria
Dipendenze invisibili, l'allarme del Policlinico Gemelli: «Social, IA e cocaina minacciano sempre più adolescenti»
Dal consumo di sostanze ai comportamenti digitali compulsivi, cresce il numero dei giovani a rischio. Il professor Gabriele Sani: «I genitori spesso non riconoscono i segnali del disagio, servono prevenzione e percorsi di cura integrati»
Psichiatria, SIEP e Coscioni: "Chiarire quando deve intervenire la polizia"
Psichiatria
Psichiatria, SIEP e Coscioni: "Chiarire quando deve intervenire la polizia"
Lettera al Viminale per rivedere la circolare del 2019. "Il Tso non può diventare lo strumento per gestire un'aggressione in corso".
Salute mentale, dai social all’IA cresce il rischio delle autodiagnosi
Psichiatria
Salute mentale, dai social all’IA cresce il rischio delle autodiagnosi
Adhd, autismo e disturbo borderline tra le condizioni più frequentemente riconosciute dagli utenti nei propri comportamenti. Lo psichiatra Ravera: la diagnosi richiede una valutazione clinica

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.