Biotestamento: Vidas, le richieste superano le aspettative

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 03/02/2020 13:47

'Al nostro sportello si rivolgono 60-70enni, soprattutto donne'

La richiesta supera le aspettative": Maura Degl'Innocenti, medico Vidas dello Sportello Biotestamento che l'associazione ha aperto lo scorso novembre presso la sua sede di via Ojetti 66 a Milano, commenta così il primo periodo di attività del servizio. Lo sportello, aperto su appuntamento (telefonando allo 02 725 111 o scrivendo a biotestamento@vidas.it) due mercoledì al mese, dalle 17 alle 19, nasce per offrire la consulenza gratuita di un medico e uno psicologo a tutti quei cittadini interessati a esprimere le proprie volontà in tema di fine vita.  Un supporto prezioso, soprattutto ora che la legge 219/2017, a due anni dall'approvazione, è entrata pienamente in vigore con l'istituzione della Banca Dati nazionale destinata a raccogliere le Dat (Disposizioni anticipate di trattamento).  "Finora abbiamo aperto 4 mercoledì, incontrando ogni volta 2 persone - continua Degl'Innocenti -, il massimo possibile, visto che ciascun incontro dura in media un'ora. Abbiamo già fissato appuntamenti fino a metà marzo".  Chi si rivolge allo Sportello di Vidas ha un'età compresa tra i 60 e i 70 anni. Sono soprattutto donne e in buona salute. Nella maggioranza dei casi sono persone che hanno deciso di pensare al proprio fine vita perché sole e mosse dal desiderio di autodeterminarsi.  

Il medico e lo psicologo dello Sportello Vidas sono esperti in cure palliative, due professionisti che possono quindi offrire a individui e famiglie un'assistenza qualificata e delucidazioni su tutti quei trattamenti sanitari che rientrano nella stesura delle DAT, nonché un supporto alla loro compilazione. L'obiettivo è aiutare le persone a esprimere chiaramente le proprie volontà in materia di assistenza sanitaria in previsione di una eventuale futura incapacità a decidere o comunicare. "La maggior parte delle persone che si rivolge a noi sa già cosa vuole ma non ha idea di come scriverlo - afferma Degl'Innocenti - noi cerchiamo di aiutarli a declinare le loro volontà anche in considerazione della loro storia biografica. Un aspetto importante sul quale invitiamo a riflettere, inoltre, è la nomina di un fiduciario, ovvero una persona che conosca molto bene le nostre volontà e si prenda l'onere di farle rispettare quando non saremo in grado di farlo autonomamente". La mancanza di informazione è uno dei principali ostacoli alla sottoscrizione delle DAT. Secondo una ricerca promossa da Vidas e realizzata da Focus Management solo il 19% degli italiani dichiara di essere ben informato sulla legge e appena 3 persone su 10 si sono poste il problema di pianificare il proprio fine vita. Il futuro però potrebbe riservare sorprese. Dalla stessa ricerca, infatti, emerge che gli italiani sono mediamente favorevoli al testamento biologico: tra quanti conoscono la legge (72% degli intervistati) e non hanno sottoscritto le DAT si dichiarano convinti il 51,4%, contrari il 27,4% e indecisi poco informati il 21,3%.

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