Canali Minisiti ECM

Un gene bersaglio di una terapia contro il Parkinson

Neurologia Redazione DottNet | 07/02/2020 20:56

Una sua variazione fa deteriorare più velocemente la memoria

Ha un'identità lo sviluppo del Parkinson: è quella di un gene, la cui variante stimola la diffusione di gruppi di proteine della malattia attraverso il cervello. Ed è per questo che le terapie che puntano all'Apoe (questo il nome del gene che è associato anche all'Alzheimer) e della sua variante Apoe4 potrebbero ridurre il rischio di demenza per le persone con il morbo. A dirlo è uno studio della Washington University che ha trovato questo nuovo indizio analizzando i legami tra il Parkinson, il gene Apoe e la demenza. Hanno scoperto che le proteine dannose del Parkinson si diffondono più rapidamente nel cervello tra chi ha la variante dell'Apoe.

Chi si trova con questa mutazione genetica, inoltre, ha un più veloce deterioramento delle capacità di memoria e di pensiero. I risultati di questo lavoro, pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine, potrebbero aprire la strada a terapie mirate per rallentare o prevenire il declino cognitivo e, di conseguenza, migliorare la qualità di vita. "Lo sviluppo della demenza - spiega Albert Davis, docente di neurologia e autore principale dello studio - è spesso ciò che determina se qualcuno con il Parkinson è in grado di rimanere nella propria casa o deve andare in una casa di cura".

pubblicità

fonte:  Science Translational Medicine

Commenti

I Correlati

Dalle evidenze emergenti sui biomarcatori plasmatici alle nuove traiettorie molecolari: il congresso AD/PD 2026 segna una svolta verso una medicina di precisione sempre più concreta nella malattia di Alzheimer.

Un nuovo biomarcatore potrebbe aiutare a prevedere come evolverà il Parkinson, supportando terapie più mirate nei primi anni.

La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.

Ti potrebbero interessare

Ultime News

Più letti