
Una sua variazione fa deteriorare più velocemente la memoria
Ha un'identità lo sviluppo del Parkinson: è quella di un gene, la cui variante stimola la diffusione di gruppi di proteine della malattia attraverso il cervello. Ed è per questo che le terapie che puntano all'Apoe (questo il nome del gene che è associato anche all'Alzheimer) e della sua variante Apoe4 potrebbero ridurre il rischio di demenza per le persone con il morbo. A dirlo è uno studio della Washington University che ha trovato questo nuovo indizio analizzando i legami tra il Parkinson, il gene Apoe e la demenza. Hanno scoperto che le proteine dannose del Parkinson si diffondono più rapidamente nel cervello tra chi ha la variante dell'Apoe.
fonte: Science Translational Medicine
Dalle evidenze emergenti sui biomarcatori plasmatici alle nuove traiettorie molecolari: il congresso AD/PD 2026 segna una svolta verso una medicina di precisione sempre più concreta nella malattia di Alzheimer.
Un nuovo biomarcatore potrebbe aiutare a prevedere come evolverà il Parkinson, supportando terapie più mirate nei primi anni.
La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.
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