
Una segnalazione in Francia retrodata il contagio in Europa
La storia della pandemia di Covid-19 va probabilmente riscritta, con i 'pazienti zero' nei singoli paesi che probabilmente si sono infettati molto prima di quanto non riportino le cronache ufficiali. L'ultima segnalazione in questo senso viene dalla Francia, dove il 'primo paziente è stato retrodatato di un mese, ma osservazioni simili sono state fatte già in diversi paesi, Italia compresa. Il primo paziente confermato in Francia risaliva al 24 gennaio. Un tampone fatto al momento del ricovero di un paziente che ha avuto una diagnosi di polmonite il 27 dicembre però, hanno riportato i medici dell'ospedale Jean Verdier di Bondy, è risultato positivo al Sars-Cov-2.
L'uomo, di 43 anni, non ha una storia di viaggi in Cina, eppure era infetto quattro giorni prima della notifica ufficiale da parte di Pechino all'Oms del primo cluster di casi.
In Italia ad esempio diversi studi, basati su considerazioni di tipo epidemiologico, affermano che in Lombardia il virus circolasse molto prima, forse due mesi, che si ammalasse il cosiddetto 'paziente 0' di Codogno, di cui si è saputo il 20 di febbraio. Non a caso l'uomo non aveva viaggiato in zone a rischio, e non si è mai riusciti a capire in che modo avesse contratto l'infezione. Una prova diretta invece di un arrivo più precoce del Covid-19 rispetto ai primi dati è arrivata negli Usa, dove un'autopsia fatta in California ha scoperto che i primi casi risalivano all'inizio di febbraio, e non alla fine come si credeva in un primo momento. Il problema riguarda anche il paese da cui è partito tutto, la Cina. I primi casi denunciati da Pechino risalgono infatti al 20 dicembre, ma secondo i report di alcuni quotidiani ci sarebbero infezioni risalenti a oltre un mese prima.
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