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Coronavirus: l'interferone potrebbe accelerare la guarigione

Farmacia Redazione DottNet | 18/05/2020 14:31

Riduce la presenza di proteine infiammatorie nei pazienti Covid e accelera l'eliminazione del virus

L'interferone alfa-2b (IFN-α2b) riduce la presenza di proteine infiammatorie nei pazienti Covid e accelera l'eliminazione del virus, portando alla scomparsa del SARS-CoV-2 dalle vie respiratorie in media 7 giorni prima: potrebbe dunque accelerare la guarigione. È quanto è emerso da uno studio esplorativo su 77 pazienti non gravi, ricoverati con sindrome Covid presso lo Union Hospital, Tongii Medical College in Cina. Pubblicata sulla rivista Frontiers in Immunology, la ricerca è stata condotta da Eleanor Fish, del Toronto General Hospital Research Institute, University Health Network che spiega: serve una sperimentazione clinica in cui si confronti l'interferone con una molecola placebo per convalidare i risultati preliminari emersi in questo studio.   Gli esperti avevano dimostrato l'efficacia terapeutica del IFN-α2b già nel 2003 con pazienti che avevano la Sars. Di qui l'idea che la molecola, che il corpo produce naturalmente nelle infezioni virali, potesse funzionare anche contro il nuovo coronavirus.

"Piuttosto che sviluppare una terapia antivirale virus-specifica per ogni nuovo virus che emerga - sostiene la Fish - ritengo si dovrebbero considerare gli interferoni come una prima linea di trattamento".

"Gli interferoni sono autorizzati da anni per uso clinico - aggiunge - quindi la strategia potrebbe essere di 'riposizionarli' per usarli contro gravi infezioni virali". Nei 77 pazienti gli esperti hanno visto che l'IFN-α2b riduce l'interleuchina-6 e la proteina C reattiva in pazienti Covid e questo potrebbe essere un bene perché spesso l'aggravarsi della sindrome si associa a eccesso di proteine pro-infiammatorie nel corpo del paziente. Inoltre l'IFN-α2b riduce il virus nelle vie respiratori del paziente, accelerando di circa 7 giorni la scomparsa del virus. La Fish sostiene che questa terapia potrebbe essere utile sia per evitare che la sindrome si aggravi (prevenendo la tempesta infiammatoria), sia per ridurre il periodo in cui un paziente è contagioso, accelerando la scomparsa del virus dal suo tratto respiratorio.

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fonte: Frontiers in Immunology

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