
Per la prima volta al mondo trattati tutti i pazienti reclutati
"Si apre la porta ad una speranza concreta contro la sclerosi multipla secondaria progressiva, la forma più grave". Sono parole di cauto ottimismo, anche se è ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive, quelle dello scienziato Angelo Vescovi nel dare l'annuncio della conclusione della fase 1 di sperimentazione del trapianto di cellule staminali cerebrali umane su 15 pazienti. Per la prima volta al mondo sono stati trattati tutti i 15 pazienti reclutati con questo trattamento sperimentale della malattia. A rendere noto i primi esiti del trial, in occasione della Giornata mondiale sulla sclerosi multipla che si celebra il 30 maggio, la Pontificia Accademia per la Vita con l'Associazione Revert Onlus e Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza.
La sperimentazione, iniziata a gennaio 2018, ha il patrocinio della Fondazione Cellule Staminali di Terni ed è stata realizzata anche grazie alla collaborazione con l'Azienda Ospedaliera di Terni, l'Università di Milano Bicocca e l'Ospedale Cantonale di Lugano.
La ricerca è dunque scevra da qualunque problematica etica e morale. "I risultati ottenuti sui 15 pazienti trapiantati - afferma all'ANSA Angelo Vescovi, direttore scientifico dell'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e presidente dell'Advisory Board di Revert Onlus, nonché professore all'Università di Milano Bicocca - sono finora incoraggianti: nessuno è peggiorato o ha avuto effetti collaterali e alcuni hanno avuto effetti benefici, ma è ancora presto per collegare tali miglioramenti ad un effetto delle staminali. Tuttavia, dopo la chiusura di questo primo trial, le speranze sono più concrete". È questo, sottolinea, "l'unico esempio al mondo di cellule staminali che sono divenute un vero e proprio farmaco cellulare stabile". Le cellule utilizzate in questa sperimentazione, chiarisce Vescovi, sono le stesse già impiegate nella precedente sperimentazione sulla SLA dal 2012 al 2015 e che sta per iniziare una fase 2. La tecnica per l'isolamento delle staminali è estremamente complessa e tutta italiana e permette di ottenere da un frammento di tessuto cerebrale una quantità pressoché illimitata di queste preziose cellule, sempre uguali negli anni per qualità e proprietà.
Sugli animali, precisa, "il trapianto di staminali riduce il danno della malattia e ripara le lesioni. Non sappiano se si potrà arrivare ad una guarigione completa ma sempre sugli animali si è visto che le lesioni che eventualmente ricompaiono si ripresentano dopo molto tempo e vengono riparate da una nuova somministrazione". Insomma, "siamo speranzosi". Particolarmente importante è il metodo usato: "Le staminali cerebrali vengono prelevate, moltiplicate in laboratorio, congelate, standardizzate e conservate nella nostra banca di Terni. All'occorrenza, una fiala di staminali viene scongelata e le cellule rimoltiplicate. Quindi con un donatore si possono trattare migliaia di pazienti". Il progetto, ha concluso, "si allargherà anche ad altre patologie come Parkinson e Alzheimer. Parallelamente, è in preparazione una sperimentazione Fase I sulle lesioni spinali croniche ed è in approvazione, si pensa entro il 2020, una sperimentazione Fase II con iniezione delle stesse cellule nel midollo spinale di pazienti SLA".
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