
Le proteine mal ripiegate – grovigli neurofibrillari di tau, beta-amiloide, alfa-sinucleina e proteina 43 di risposta transattiva DNA-legante (TDP-43) – sono spesso osservate nei cervelli degli anziani
Arriva da uno studio dell’Università del Kentucky di Lexinton una nuova scopera sulle neurodegenerazione negli anziani. La presenza di quattro proteine mal ripiegate correlate a neurodegenerazione sia comune nei cervelli degli anziani si associa a demenza e compromissione della cognizione. Le proteine mal ripiegate – grovigli neurofibrillari di tau, beta-amiloide, alfa-sinucleina e proteina 43 di risposta transattiva DNA-legante (TDP-43) – sono spesso osservate nei cervelli degli anziani.
Finora pochi studi hanno indagato il fenotipo delle “proteine mal ripiegate quadruple”, o QMP, come Erin L. Abner e colleghi dell’Università del Kentucky di Lexinton hanno definito la coesistenza di tutte e quattro le proteinopatie.
Per descrivere questo fenotipo, incluse le traiettorie di cognizione globale, il team si è servito di dati sulle autopsie cerebrali condotte su 375 persone che avevano partecipato a uno studio di coorte longitudinale su base comunitaria presso lo University of Kentucky Alzheimer Disease Center.
Fonte: JAMA Neurology
La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.
Individuato un dialogo chiave fra cervello e sistema immunitario: avviene grazie all’attività di neuroni che controllano la produzione nel midollo osseo delle cellule della risposta immunitaria coinvolte nello sviluppo della sclerosi multipla
Il sistema impara ad “ascoltare” il dolore del paziente e modula gli impulsi per farlo sparire
Scoperti nuovi fattori di rischio: il colesterolo "cattivo" nella mezza età e la perdita della vista non trattata in età avanzata
Perdita di autonomia, stigma sociale e peso economico i principali timori
Il lavoro, che accoglie le prime evidenze dello studio Nemesis è stato pubblicato su Nature Communications e illustra la generazione e i meccanismi neuronali delle alterazioni, suggerendo nuove vie di riabilitazione
All’A.O.U. Luigi Vanvitelli una nuova tecnologia cambierà la vita di migliaia di pazienti
Commenti