Al via i test del vaccino anti-Covid italiano

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 31/07/2020 20:52

Creescono i contagi: Campania e Sicilia fra Regioni con Rt sopra 1. Bene la Calabria, il Molise e la Valle d'Aosta con valore 0

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato la sperimentazione di fase I sul vaccino anti-COVID prodotto dall’azienda bio-tecnologica italiana ReiThera. Lo studio è stato già valutato positivamente dall’Istituto Superiore di Sanità e ha ottenuto il parere favorevole del Comitato etico dell’INIMI Spallanzani.

Si tratta di uno studio di fase I che ha l’obiettivo di valutare la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino GRAd-COV2, basato su un vettore adenovirale e rivolto contro il Coronavirus 2 responsabile della sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV-2). GRAd-COV2 ha dimostrato di essere sufficientemente sicuro ed immunogenico nei modelli animali. Lo studio prevede l’arruolamento di 90 volontari sani in due coorti sequenziali (coorte di adulti e coorte di anziani). La coorte degli adulti arruolerà 45 soggetti sani di età compresa tra 18 e 55 anni. La coorte degli anziani arruolerà 45 soggetti sani di età compresa tra 65 e 85 anni. Entrambe le coorti sono definite per avere tre bracci di trattamento a tre dosi crescenti composti da 15 partecipanti ciascuno, per un totale di 6 gruppi. L’arruolamento inizierà dalla coorte 1 e procederà in maniera sequenziale, previa verifica dei dati di sicurezza ai differenti step.

Il progetto di sviluppo del vaccino è sostenuto dal Ministero della Ricerca con il CNR e dalla Regione Lazio. La sperimentazione sarà condotta presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “L. Spallanzani” di Roma e il Centro Ricerche Cliniche Verona.

"È una bella notizia che presso l'INMI 'Lazzaro Spallanzani' di Roma e il Policlinico G.B. Rossi di Verona si avvii la sperimentazione sui primi volontari per il GRAdCOV2, candidato vaccino italiano contro il Covid-19. Si tratta di un'altra opzione sul campo che potrebbe farci uscire definitivamente dalla crisi", commenta il ministro della Salute, Roberto Speranza sull'annuncio.  Un "passo importante dal punto di vista scientifico - afferma il ministro dell'Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi - che vede la ricerca italiana in prima linea impegnata in una sfida nella quale siamo coinvolti tutti e c'è bisogno di risposte veloci ed efficaci sul piano sociale".  Intanto la Commissione europea ha concluso colloqui esplorativi con la società farmaceutica Sanofi per l'acquisto di un potenziale vaccino contro Covid-19, con un'opzione per tutti gli Stati membri dell'Ue. Una volta che il vaccino si sarà dimostrato sicuro ed efficace , la Commissione avrà un quadro contrattuale per l'acquisto di 300 milioni di dosi, per conto di tutti i 27 Paesi. Intanto la Commissione prosegue intense discussioni con altri produttori.

E' il Veneto la regione con l'indice Rt piu' alto in Italia secondo il monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanita' e del Ministero della Salute, con un valore di 1.66. Seguono la Sicilia (1.55), la Campania (1.44), entrambe la scorsa settimana sotto il valore soglia di 1. La Lombardia e il Piemonte invece si attestano ad un valore inferiore: 0.96 per la prima e 0.87 per la seconda. I valori migliori si registrano in Calabria, Molise e Valle d'Aosta che segnano un indice di contagio a zero e la Basilicata a 0.04. "Le stime Rt tendono a fluttuare in alcune Regioni/PPAA in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti. Si osservano, pertanto, negli ultimi 14 giorni stime superiori ad 1 in otto Regioni dove si sono verificati recenti focolai. Seppur in diminuzione, in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante".  Questo il quadro Abruzzo 0.77 Basilicata 0.04 Calabria 0 Campania 1.42 Emilia Romagna 1.08 Friuli Venezia Giulia 0.41 Lazio 1.04 Liguria 1.25 Lombardia 0.96 Marche 0.87 Molise 0 Bolzano 1.07 Piemonte 0.87 Trento 1.34 Puglia 0.37 Sardegna 0.08 Sicilia 1.55 Toscana 0.7 Umbria 0.28 Valle d'Aosta 0 Veneto 1.66

Si ribadisce di rispettare i provvedimenti quarantenari, anche identificando strutture dedicate,sia per le persone che rientrano da paesi per i quali è prevista la quarantena,e sia a seguito di richiesta dell'autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso.In caso contrario, nelle prossime settimane, potremmo assistere ad un aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale" E' quanto si legge nel monitoraggio settimanale condotto dall'Iss e dal ministero della Salute.  "Dopo la riapertura ci attendevamo qualche focolaio e qualche focolaio è arrivato. La cosa importante è stata la capacità di contenimento che ad oggi mi sembra sia stata assai buona, L'estensione dei focolai non è mai arrivata a essere veramente critica, e questo ci dovrebbe abbastanza rassicurare rispetto alla prospettiva di un futuro in cui non si possa riprodurre una situazione comparabile a quella che abbiamo già vissuto".

Così a Timeline, su Sky TG24 Massimo Galli, primario infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano.    "Certamente - ha aggiunto Galli - bisogna tenere le antenne ben sollevate perché se il virus riuscisse a circolare in qualche area per un periodo significativo fuori controllo potremmo essere di nuovo nei guai. Potremmo dover chiudere alcune parti di Paesi come si sta accingendo a fare la Spagna o come temono di dover fare la Francia o la Gran Bretagna. Per il momento siamo ben lontani da questa situazione e mi auguro che non ci si debba davvero più incappare. La sorveglianza attiva diventa un elemento fondamentale".  Infine sulla proroga dello stato di emergenza ha risposto: "Siamo un Paese in cui la sanità è regionalizzata, in una situazione di qualche difficoltà sarei preoccupato se non si mantenesse la possibilità di una gestione centralizzata di alcune cose chiave. Se questo vuole dire emergenza chiamiamola così".

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