Al via il tavolo permanente per la medicina generale

Medicina Generale | Redazione DottNet | 25/08/2020 14:27

Silvestro Scotti (FIMMG): «Incontro proficuo che pone le basi per la riorganizzazione del SSN partendo dalla medicina generale»

«Non possiamo che essere soddisfatti per questo primo incontro con il quale si è insediato il tavolo permanete per la medicina generale voluto dal ministro Roberto Speranza». Silvestro Scotti, segretario generale FIMMG, commenta così l’avvio di un percorso fattivo che punta ad affrontare i temi caldi per la medicina generale sulla riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale non solo alla luce della crisi pandemica, ma anche nell’ottica di una stabilizzazione del Servizio sulla base di quelle che saranno le sfide future della cronicità e dell’invecchiamento della popolazione, oltre che di eventuali altre emergenze sanitarie e non, che vanno sempre gestite in prevenzione e con piani operativi pronti e immediatamente attuabili.

Alla presenza di FIMMG e degli altri sindacati della medicina generale, si è discusso oggi di quelli che senza alcun dubbio sono i nodi centrali da sciogliere per garantire un’assistenza sanitaria efficace e produttiva. «Anche se i punti sui quali lavorare sono molti - ricorda Silvestro Scotti - FIMMG ha ben chiare le priorità. Bisogna definire i protocolli operativi da attuare in eventuali nuove fasi di emergenza e che saranno utili anche in futuro per altre eventuali crisi, incasellando queste procedure in fattispecie previste in maniera chiara e stabile nell’Accordo collettivo nazionale». Altro nodo sul quale si sta lavorando, ricorda il segretario generale FIMMG, è quello del ruolo della medicina convenzionata nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. «Un ruolo centrale, perché la convenzione è uno strumento che se usato bene offre risultati anche migliori di altre forme contrattuali, soprattutto sul territorio che ha bisogno della capacità di iniziativa e dell’adattamento del libero professionista convenzionato ben più delle gerarchie di processi che rispondono ad ordini di servizio».

In questo contesto è risultato ancora una volta fondamentale l’intervento del ministro Speranza, che nella sua pragmaticità ha saputo ampliare la discussione del tavolo alla possibilità di uno sviluppo della medicina convenzionata grazie all’impiego dei fondi del Recovery Found o del Mes. «Questi fondi - dice Scotti - non possono non tenere conto delle esigenze del territorio nell’ottica di una possibile recrudescenza della pandemia, ma serviranno anche e soprattutto ad ampliare le capacità di risposta e le offerte di prossimità: da una sanità digitale che veda il medico di famiglia come figura centrale, vicino al cittadino e pronto ad offrire risposte concrete anche nelle situazioni più complesse e alla strutturazione di micro team multiprofessionali che sostengano tali offerte e distribuiscano i carichi di lavoro producendo economia di scala sul secondo livello assistenziale così riuscendo da questo investimento anche a recuperare risorse».

Tra i temi affrontati anche quello della formazione in medicina generale, troppo spesso gestita attraverso sanatorie o riformulazione di titoli per l’accesso ad un'area che merita invece di essere riconosciuta sua nel percorso pre laurea che nel post laurea come disciplina a se stante, con una sua dignità specifica e non surrogabile. Non a caso è stato proprio il ministro Speranza, in occasione dell’apertura del tavolo, a sottolineare l’impegno dei medici di medicina generale anche nella fase più dura del lockdown.

«Un riconoscimento importante - ribadisce Scotti - da parte del ministro che, del resto, ha dimostrato nei fatti di essere vicino ai medici di famiglia anche nelle fasi più calde della pandemia . È grazie al ministro Speranza se oggi esiste una legge che impone alle Regioni e alle aziende di fornire dispositivi di protezione individuali anche ai medici convenzionati. Suo l’impegno di riconoscere ai medici di famiglia gli arretrati e gli adeguamenti contrattuali in conformità con il periodo di emergenza».

In questo contesto è anche stata ribadita la disponibilità di FIMMG e Intesa sindacale di mettersi al servizio del Paese come espressamente richiesto dal Ministro per la riapertura delle scuole e per i test sierologici al personale docente e non della scuola, una disponibilità che non appare ridotta alla luce di polemiche strumentali apparse in questi giorni sui giornali. «Non ha alcun senso né fondamento scientifico - conclude Scotti - affermare che i nostri studi non sono sicuri per questa attività che non richiede alcuna protezione in più di quelle che oggi vanno previste per il semplice accesso di qualunque paziente (DPI, guanti e camici monouso). Così come incomprensibile appare la polemica sulla validità dei test confondendo uno screening di massa con esami più specificamente diagnostici, che nel progetto saranno comunque previsti per la parte che sarà individuata come positiva. FIMMG c’è e continuerà ad esserci per garantire ai cittadini la migliore assistenza possibile di una medicina generale pubblica nel suo senso di appartenenza al SSN, ancor più in un momento di grande difficoltà per il Paese. Vogliamo ringraziare anche il commissario Arcuri che ha dimostrato grande sensibilità nel colloquiare con una medicina generale disponibile a mettersi al servizio del Paese anche nell’ottica della riapertura delle scuole, mostrando rispetto per delle figure professionali in maniera maggiore di quanto stanno dimostrando alcuni rappresentanti verso le istituzioni».

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