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Patto Scienza al governo, il doppio tampone non funziona

Infettivologia Redazione DottNet | 15/09/2020 14:26

Oms: Il periodo di contagiosità ha il suo picco nei primi giorni, per poi calare rapidamente e sostanzialmente annullarsi entro 10 giorni

Rivedere la politica del doppio tampone. Alla vigilia della riunione di martedì scorsoi del Comitato tecnico scientifico Cts, il Patto Trasversale per la Scienza (Pts) - che conta oltre 400 aderenti fra scienziati, medici e società civile - fa un appello al governo e allo stesso Cts affinché rivedano la politica del doppio tampone adottando i criteri dell'Organizzazione mondiale della sanità.   In Italia, spiega l'organizzazione, un paziente 'COVID-19' viene considerato contagioso finché per due volte il tampone dia esito negativo. Con conseguenze spesso "paradossali per la durata della quarantena".  Da tempo l'OMS ha abbandonato questo criterio, in base ad una crescente e ormai consolidata evidenza scientifica: il periodo di contagiosità, che inizia circa 48 ore prima della comparsa di sintomi, ha il suo picco nei primi giorni, per poi calare rapidamente e sostanzialmente annullarsi entro 10 giorni. Al contrario, la positività del tampone può restare tale per molte settimane.

Adottare, "sulla scia di quasi tutti gli altri Paesi, il criterio OMS - afferma il Patto trasversale per la scienza - avrebbe rilevanti e immediati vantaggi non solo per le persone coinvolte, ma anche per la sanità pubblica. Infatti, il timore di venire isolati senza un termine temporalmente definito costituisce un pericoloso incentivo al nascondimento dei propri sintomi per chi si ammala, oltre che all'utilizzo dell'app di tracciamento".   Per questo il Pts, si sottolinea in una nota, "fa proprio e rilancia l'appello al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute, al Presidente del Comitato Tecnico Scientifico e ai Presidenti delle Camere, creato da Guido Silvestri e dal team della rubrica Pillole di Ottimismo"

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La positività del tampone, si legge nel testo dell'appello del Pts, "può restare tale per molte settimane, fino a oltre 4 mesi dalla malattia, identificando, di fatto, solo tracce di materiale genetico del virus, non attivo e incapace di trasmettere l'infezione. Vi chiediamo quindi di sostituire il criterio del doppio tampone negativo con quello indicato nelle nuove direttive OMS, riducendo a 10 giorni il periodo di malattia per COVID-19 (più 3 giorni senza sintomi, nel caso ve ne fossero) e abbandonando l'uso del tampone di controllo".  "Ve lo chiediamo -prosegue il Pts - per tre ragioni. La prima ragione riguarda la vita delle persone coinvolte: mantenere in isolamento forzato un paziente che con ogni probabilità non è più contagioso non è di alcuna significativa utilità, né per il paziente né per la collettività. La seconda ragione riguarda l'economia e la ripresa del nostro Paese: la nostra collettività ha bisogno del contributo di queste persone, ora lasciate per lungo tempo in uno stato di ingiustificata immobilità". La terza ragione, conclude il Pts, riguarda la salute pubblica: "il timore di venire isolati senza un termine temporalmente definito costituisce un pericoloso disincentivo alla segnalazione dei propri sintomi per chi si ammala e all'utilizzo dell'app di tracciamento, che invece necessita urgentemente di molte nuove adesioni".

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