Cartabellotta, l'Italia va meglio grazie al lungo lockdown

Infettivologia | Redazione DottNet | 22/09/2020 13:48

La riapertura degli stadi sarebbe una follia, meglio con mille persone

"In questo momento, quando qualcuno mi chiede come mai siamo messi molto meglio di altri Paesi, l'unica risposta è che l'Italia ha messo in campo un lockdown più precoce, rigoroso e prolungato". Lo ha affermato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe,ai microfoni della trasmissione "L'Italia s'è desta" su Radio Cusano Campus.  "Noi - ha aggiunto Cartabellotta - abbiamo acquisito un vantaggio maggiore rispetto ad altri Paesi nel flettere la curva della prima ondata e questo ci ha dato dei vantaggi nella risalita della cosiddetta seconda ondata. Abbiamo perso un po' di questo vantaggio durante l'estate, adesso la situazione sembra essersi di nuovo stabilizzata. I dati dei ricoveri e delle terapie intensive sono in aumento, non è paragonabile allo tsunami di marzo-aprile, perché noi col lockdown siamo ripartiti dal 3 giugno".  Una riapertura degli stadi secondo l'esperto sarebbe prematura. "All'aumentare dei contatti sociali aumenta la probabilità del contagio. Una riapertura del 50% sarebbe una follia. Con mille persone in uno stadio di 80mila, con la distanza e le mascherine, il rischio aumenta di quasi zero, quindi non è quello che ci preoccupa, però bisogna sempre tenere conto del rischio sanitario, bisogna vedere qual è l'accettabilità del rischio rispetto al beneficio economico e sociale". 

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