
Lo studio di fase 3 ha valutato il pembrolizumab in combinazione con una chemioterapia a base di platino
L'immunoterapia e la chemioterapia insieme sono un trattamento efficace, di prima linea, per i pazienti colpiti da tumore all'esofago e della giunzione gastroesofagea. È questo uno dei risultati presentati al Congresso della Società europea di Oncologia medica (Esmo) che hanno riguardato uno studio di fase 3 che ha valutato il pembrolizumab, in combinazione con una chemioterapia a base di platino. Proprio questo trattamento combinato ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza globale, riducendo il rischio di morte del 27% rispetto a quei pazienti in cura con la sola chemioterapia. Questa soluzione combinata, inoltre, ha migliorato significativamente la sopravvivenza libera da progressione di malattia, riducendo il rischio di progressione della malattia o di morte del 35% in tutti i pazienti in trattamento.
Via libera alla Camera all’emendamento Cattoi: telemedicina estesa ai pazienti oncologici. Ora il passaggio al Senato
Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
L’approccio preoperatorio con immunoterapia cambia lo scenario terapeutico e apre la strada a cure sempre più mirate
Uno studio italiano individua un approccio per superare la resistenza della neoplasia e migliorare la risposta ai trattamenti
Dallo screening organizzato alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche: le evidenze emerse dall’EAU 2026 raccontano un cambio di paradigma nella gestione della neoplasia
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