Diabete, riduzione delle visite nei primi 3 mesi della pandemia

Diabetologia | Redazione DottNet | 12/11/2020 21:05

Purrello (SID): il Covid ha dato un'accelerazione alla diabetologia 2.0

Nei primi tre mesi di pandemia si è avuta una riduzione del 58% delle prime visite specialistiche di diabetologia e dell'80% delle visite di controllo: la telemedicina ha assunto un ruolo fondamentale per la continuità di cura dei pazienti con diabete, ma da sola non basta, le visite in presenza restano essenziali per gestire una malattia tanto complessa e pericolosa.  È quanto emerso nel corso di un incontro organizzato da tutto il mondo della diabetologia italiana - dalle società scientifiche alle associazioni degli infermieri e dei pazienti per presentare la prossima Giornata Mondiale del Diabete (14 novembre), nel corso del quale i diabetologi della Scoietà Italiana di Diabetologia (SID), della Associazione Medici Diabetologi (AMD), della Società Italiana Endocrinologia hanno anche presentato un documento che rappresenta il 'censimento' dei sistemi informatici telematici immediatamente disponibili per la telemedicina, confrontandoli con le capacità informatiche dei pazienti.

Il documento serve anche a far capire al diabetologo la reale utilità di queste soluzioni a distanza, anche a seconda del singolo paziente e delle sue capacità e possibilità di rapportarsi con il centro diabetologico in remoto. La riduzione delle visite, spiega Agostino Consoli, presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia (SID) impatta sul controllo del diabete da parte dei pazienti e quindi sul rischio di complicanze; basti pensare che uno studio condotto di recente in India e pubblicato sulla rivista Diabetology & Metabolic Syndrome ha stimato che un periodo di interruzione delle visite di controllo (come potrebbe avvenire durante il lockdown) di 45 giorni si può tradurre in un aumento di due punti percentuali dell'emoglobina glicata (che misura il controllo glicemico a lungo termine) e di un aumento del rischio di infarto del 5-10%. Le visite a distanza, per quanto essenziali in questo frangente, non potranno mai sostituire i controlli specialistici in presenza, continua Consoli. Le visite a distanza hanno segnato anche un aumento dell'inerzia terapeutica, cioè della difficoltà di modificare le terapie nei pazienti in cura, per migliorare la gestione della malattia.

"L'attuale pandemia di COVID-19 - commenta Francesco Purrello, presidente SID - ha reso ancora più urgente e pressante il ricorso al teleconsulto per garantire in maniera sempre più diffusa l'accesso alle cure, in condizioni di massima sicurezza per pazienti e operatori sanitari. Ci stiamo trovando in una fase 2 del Covid di dimensioni maggiori rispetto al previsto - sottolinea Purrello dell'Università di Catania; sicuramente l'emergenza Covid ha messo l'acceleratore alla diabetologia 2.0, attraverso sistemi di comunicazione, reti di telemedicina e consulti a distanza, modalità che devono affiancare e mai sostituire la visita diabetologica da parte dello specialista, che devono far viaggiare sempre di più dati e sempre meno i pazienti quando non serve".

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