Il diabete si può 'fermare' negli obesi: basta perdere almeno 15 kg

Diabetologia | Redazione DottNet | 13/11/2020 13:53

Le vittime del diabete sono evitabili, adottando strategie come la perdita di peso sostenuta nel tempo, ridurre i livelli glicemici a lungo termine, tenere a bada la pressione sanguigna e il colesterolo alto

Dal diabete si può 'guarire': la malattia può regredire (essere mandata in remissione per almeno 2 anni), con un dimagrimento mantenuto nel tempo di 15 o più chili di peso negli individui obesi.  È quanto riferito sulla rivista Lancet che dedica un rapporto speciale sulla malattia, una pandemia da 463 milioni di pazienti nel mondo (l'80% nei paesi a basso e medio reddito) e 4,2 milioni di morti l'anno, che ruba in media dai 4 ai 10 anni di vita. Coordinato da Juliana Chan, della Università Cinese di Hong Kong e condotto da una commissione di 44 esperti, lo studio ha stilato delle raccomandazioni al fine di ridurre il peso della malattia nel mondo, e stimato che adottando adeguate misure di gestione di malattia e complicanze, in tutto il mondo ogni giorno si potrebbero prevenire migliaia di vittime del diabete.

 La commissione ha ribadito l'importanza di tenere sotto controllo il diabete, sottolineando che oltre alle complicanze note del diabete (cardiovascolari, renali, neurologiche etc), con la pandemia da coronavirus i soggetti diabetici hanno un rischio di morte ancora maggiore perché la sindrome Covid-19 è almeno il doppio più grave e più letale per questi pazienti.

"Questo importante report sulla 'pandemia' diabete - sottolinea il presidente della Società Italiana di Diabetologia Francesco Purrello, dell'Università di Catania - mette in risalto il messaggio che ripetiamo da anni e che va rivolto sia a chi ha il diabete (quasi 4 milioni di prsone in Italia), sia a chi è a maggior rischio di sviluppare la malattia, e cioè soggetti in sovrappeso/obesi, sedentari, o persone con familiarità per diabete: il diabete è una malattia estremamente pericolosa se non la si cura adeguatamente - continua Purrello - ma la buona notizia è che oggi sappiamo come prevenire il diabete, come farlo regredire quando è in fase iniziale, come curarlo bene, evitando le complicanze critiche della malattia. Cruciale è migliorare lo stile di vita e seguire bene la terapia".

Infatti, secondo quanto riportato su Lancet, molte delle vittime del diabete sono evitabili, adottando opportune strategie come la perdita di peso sostenuta nel tempo, ridurre i livelli glicemici a lungo termine (misurabili con un test di routine, l'emoglobina glicata), tenere a bada la pressione sanguigna e il colesterolo alto. Il report traccia anche la geografia del diabete: la malattia dilaga nel Sud del mondo, infatti, in soli 10 paesi (Cina, India, Brasile, Messico, Indonesia, Egitto, Pakistan, Bangladesh, Turchia e Tailandia) si concentra quasi la metà di tutti i pazienti diabetici, per un totale di 217 milioni di casi di diabete di tipo 2. La Commissione istituita da Lancet stima che 3,2 milioni di questi individui moriranno di qui a tre anni se non trattati, in gran parte per le complicanze cardiovascolari della malattia. Riducendo l'emoglobina glicata, la pressione e il colesterolo cattivo nel sangue e aumentando del 50% le diagnosi di malattia, inoltre assicurando l'accesso a farmaci semplici come le statine (contro il colesterolo alto) o la metformina, in almeno il 70% dei pazienti nei paesi a basso e medio reddito, si potrebbero evitare fino a 800.000 morti premature ogni anno.

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