
Un'adeguata profilazione genomica di questi tumori alla diagnosi è fondamentale per permettere il trattamento con pemigatinib
Un gruppo internazionale di scienziati tra cui Davide Melisi, professore di Oncologia medica dell'Università di Verona e ricercatore sostenuto da Fondazione AIRC, ha identificato una nuova strategia terapeutica per il trattamento dei pazienti affetti da tumori delle vie biliari in stadio avanzato. Gli scienziati hanno dimostrato come una adeguata profilazione genomica di questi tumori alla diagnosi sia fondamentale per permettere il trattamento con pemigatinib, un farmaco in grado di inibire l'attività di uno dei principali recettori responsabili della crescita e diffusione della malattia. Il nuovo farmaco può infatti aumentare in maniera statisticamente significativa la sopravvivenza sia generale sia libera da progressione dalla malattia dei pazienti affetti da tumori delle vie biliari intraepatici, peraltro con un profilo di tossicità molto favorevole.
Avis richiama l’attenzione sulla filiera del plasma: domanda in crescita e dipendenza dal mercato estero per una quota rilevante di farmaci salvavita.
Dalle tensioni internazionali alle ricadute sulla spesa pubblica, emergono segnali di pressione su supply chain, costi e capacità di erogazione dei servizi sanitari.
Il documento ISS del 3 febbraio non è una notizia. Ma torna attuale mentre AIFA apre il fronte della prescrittomica: dati solidi, ma ancora separati dalle scelte terapeutiche.
Al Ministero della Salute confronto sulla riforma della distribuzione dei farmaci. Più territorio e prossimità, ma resta centrale l’equilibrio tra accesso e sostenibilità.
Un team multidisciplinare di esperti, tra cui Ernesto Pasquini, ha eseguito un intervento chirurgico innovativo che ha permesso di rimuovere un tumore aggressivo a un bambino di dieci anni.
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