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Farmaci plasmaderivati, domanda in aumento: Italia copre solo il 60% del fabbisogno

Avis richiama l’attenzione sulla filiera del plasma: domanda in crescita e dipendenza dal mercato estero per una quota rilevante di farmaci salvavita.
Farmaci

La filiera del plasma e dei farmaci emoderivati torna al centro del dibattito sulla sostenibilità e sulla sicurezza degli approvvigionamenti del Servizio sanitario nazionale.

A richiamare l’attenzione è Oscar Bianchi, presidente dell’Associazione Volontari Italiani del Sangue (Avis), in occasione dell’avvio della riforma della legislazione farmaceutica, sottolineando la necessità di riconoscere il ruolo strategico del sistema trasfusionale.

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Domanda in crescita e autosufficienza incompleta

Il plasma rappresenta una materia prima essenziale per la produzione di farmaci salvavita come immunoglobuline e albumina. Negli ultimi anni, tuttavia, la crescita della domanda ha superato la capacità di raccolta nazionale.

Dal 2014 al 2024 il fabbisogno di immunoglobuline è aumentato del 57%, mentre nel 2025 la raccolta si è attestata a 15,6 chili per mille abitanti, al di sotto dell’obiettivo fissato a 18 chili.

Attualmente, il sistema copre con plasma nazionale circa il 60% del fabbisogno di immunoglobuline e oltre il 75% di quello di albumina, con la quota restante acquistata sul mercato internazionale.

Dipendenza dall’estero e costi per il sistema

La mancata autosufficienza si traduce in una dipendenza strutturale dall’estero, con impatti sia economici sia organizzativi.

Il ricorso al mercato internazionale comporta costi aggiuntivi per il Servizio sanitario nazionale e introduce elementi di incertezza legati alla disponibilità delle forniture, in un contesto globale già caratterizzato da tensioni sulle catene di approvvigionamento.

"Il plasma è una risorsa non sostituibile", ha evidenziato Oscar Bianchi, richiamando l’attenzione sulla necessità di rafforzare la raccolta e ridurre la dipendenza dall’estero.

Un sistema tra conto lavorazione e mercato

Un ulteriore elemento di criticità riguarda la coesistenza di due canali di approvvigionamento, tra conto lavorazione e acquisti sul mercato, che può esporre il sistema a rischi di discontinuità nelle forniture.

In questo contesto, il tema dell’autosufficienza nazionale viene indicato come uno degli obiettivi prioritari, sia per garantire continuità terapeutica ai pazienti sia per rafforzare la resilienza complessiva del sistema.

Una filiera strategica poco visibile

Nonostante il ruolo centrale nella produzione di farmaci essenziali, la filiera del plasma resta meno visibile rispetto ad altri ambiti della politica sanitaria.

L’evoluzione della domanda e le criticità legate agli approvvigionamenti riportano tuttavia al centro un tema che incrocia sostenibilità, organizzazione dei servizi e sicurezza delle cure, in un contesto in cui la disponibilità di materie prime sanitarie assume un valore sempre più strategico.

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