Altems, servizi sanitari di nuovo sotto pressione

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 09/01/2021 13:56

Cinque regioni hanno esaurito i posti letto di rianimazione aggiuntivi

E' di nuovo in aumento la pressione sui servizi assistenziali in Italia. Dal 29 dicembre 2020 al 4 gennaio, rispetto alla settimana precedente, ci sono stati infatti +3,43 pazienti in isolamento a domicilio ogni 100.000 abitanti, +0,05 ricoveri intensivi ogni 100.000 abitanti, mentre è in lieve calo il numero dei ricoveri in reparto (-0,58).   Questo il quadro che emerge dalla 34ma puntata dell'Instant Report Altems Covid-19, a cura dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica di Roma.

"Al 5 gennaio 2021 - afferma Americo Cicchetti, direttore Altems e coordinatore del progetto - ci sono ancora 5 Regioni (Molise +13,33%, Lombardia +11,85%, Calabria +8,9%, Liguria +4% e Friuli-Venezia Giulia +3,33%) che hanno esaurito la capacità di posti letto di terapia intensiva aggiuntivi implementati per rispondere all'emergenza e che, seppure con percentuali diverse, attingono alla capacità strutturale. Sono però 8 le Regioni in cui la saturazione di tutti i posti letto di Terapia intensiva supera la soglia di sovraccarico del 30% e la saturazione di tutti i posti letto di area non critica supera la soglia di sovraccarico del 40%".

Questo, precisa Cicchetti, "non può che limitare l'accesso dei pazienti non Covid alle prestazioni ospedaliere". Inoltre, "la pressione sul sistema è pesante", precisa Cicchetti all'ANSA, "perché l'assistenza che i pazienti Covid necessitano non è solo di tipo ospedaliero, ma anche a livello territoriale e domiciliare, che è in forte crescita nel periodo analizzato e vede coinvolti sia i medici di famiglia, che le Usca e le Asl". Dal punto di vista epidemiologico, i dati al 4 gennaio confermano le differenze importanti in termini di incidenza della diffusione del Covid-19 nelle diverse Regioni: la percentuale di attualmente positivi (570.458) sulla popolazione nazionale è 0,95% (in calo rispetto all'1,10% del 15 dicembre) ma la percentuale di contagiati da inizio pandemia (2.166.244) sulla popolazione italiana passa dal 3,10% al 3,59%.

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