Dalle vescicole cellulari la strada per una nuova cura contro il Covid

Infettivologia | Redazione DottNet | 14/01/2021 10:43

Ricercatori francesi dell'Istituto Curie e dell'Inserm, in collaborazione con il Cnrs e l'Istituto Pasteur, hanno studiato le vescicole che trasportano i recettori di Sars-Cov-2 sulla loro superficie

Un nuovo trattamento nella lotta alla Covid potrebbe passare dal potere antinfettivo delle vescicole cellulari. A dimostrarlo, in vitro, sono stati i ricercatori francesi dell'Istituto Curie e dell'Inserm, in collaborazione con il Cnrs e l'Istituto Pasteur, che hanno studiato queste vescicole, che trasportano i recettori di Sars-Cov-2 sulla loro superficie. Il virus Sars-Cov-2, responsabile della pandemia Covid-19, è ricoperto dalla proteina Spike che gli conferisce l'aspetto caratteristico "a corona".  Per entrare nelle cellule, questa proteina si lega a un recettore presente sulla superficie delle cellule umane, in particolare a quelle del polmone, il recettore Ace2.Dopo questo legame, un altro recettore di membrana presente sulla superficie delle cellule ospiti, il Tmprss2 trasforma la proteina Spike, consentendo al virus di entrare nella cellula. Gli studiosi sono riusciti a isolare, nelle cellule di laboratorio, le vescicole cellulari che avevano il recettore Ace2 sulla loro superficie. Le vescicole servono come una "esca biologica" in grado di intrappolare il virus impedendogli di attaccarsi alle cellule e diminuendo, così, il suo potere di infezione. Secondo i ricercatori francesi, l'efficacia antinfettiva di queste vescicole è direttamente legata alla quantità di recettori Ace2 che trasportano. Inoltre, questa efficienza è migliore quanto il Tmprss2 è presente sulla superficie stessa delle vescicole. "Le vescicole che abbiamo isolato fungono da esca e neutralizzano il virus Sars-Cov-2.Potrebbero quindi essere facilmente usati come trattamento locale contro la Covid-19.  Dobbiamo integrare i nostri risultati con ulteriori studi, ma intendiamo perseguire e approfondire questa nuova e unica via terapeutica", ha dichiarato Clotilde Théry, ricercatrice che ha condotto il lavoro. Secondo gli studiosi, una forma medicinale di queste vescicole potrebbe quindi costituire una nuova forma di trattamento locale per ridurre il rischio di infezione o ridurne l'estensione. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Extracellular Vesicles. 

 

fonte: Journal of Extracellular Vesicles

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