Canali Minisiti ECM

Così cambierà l'assistenza domiciliare: investiti 7 miliardi

Sanità pubblica Redazione DottNet | 29/04/2021 22:00

Si dovrà curare a casa il 10 per cento degli over 65 entro la metà del 2026

Sarà l'assistenza domiciliare il perno della nuova sanità italiana. Con la spinta del finanziamento Recovery si dovrà curare a casa il 10 per cento degli over 65 entro la metà del 2026. Una sfida pesante, racchiusa  nel testo definitivo del Piano nazionale di ripresa e resilienza che alla fine ha scelto di scommettere soprattutto su questo fronte facendo salire la dote da 2 a 4 miliardi dei 15,6 complessivi del Pnnr previsti per la missione Salute (a cui si aggiungono 1,7 miliardi di React Eu e 2,9 del Fondo complementare). Risorse queste che serviranno per sviluppare anche la telemedicina a casa (1 miliardo) e attivare (280 milioni) 602 Centrali operative territoriali, una in ogni distretto, con la funzione di coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari.

pubblicità

Potenziare la Sanità territoriale ha un valore di circa 7 miliardi di cui, come detto, 4 miliardi per le cure domiciliari, e il resto per la creazione di strutt come Case e ospedali di comunità che dovranno assorbire i bisogni di anziani e malati cronici che non necessitano di cure ospedaliere. I due miliardi per le case di comunità serviranno a creare strutture in cui opererà un team multidisciplinare di medici di medicina generale, pediatri, medici specialistici, infermieri di comunità, altri professionisti della salute e potrà ospitare anche assistenti sociali. L’erogazione di cure intermedie - quelle a media/bassa intensità clinica e per degenze non ospedaliere di breve durata, a gestione prevalentemente infermieristica - sarà invece demandata a 380 Ospedali di comunità, invece dei 753 iniziali, per un investimento di 1 miliardo entro il 2026.

Commenti

I Correlati

Il ministro della Salute ribadisce la centralità del Pnrr e il rilancio dell’attrattività del Ssn, con attenzione particolare al personale sanitario

Federsanità valuta positivamente il ddl delega sul Ssn, ma chiede una visione sistemica: centrale il rafforzamento dell’assistenza territoriale, della governance pubblica e degli investimenti.

Aumentano le chiamate al sistema di emergenza durante l’inverno, ma oltre il 60% riguarda casi non urgenti. Per gli esperti il problema riguarda l’organizzazione delle reti territoriali.

Il report Cergas–Bocconi mostra che le aggressioni agli operatori non sono episodi isolati ma un rischio strutturale. Il vero antidoto non è penale, è organizzativo.

Ti potrebbero interessare

Più formazione per vincere sfida arresto cardiaco improvviso

I vaccini sono adattati alla variante JN.1. Possibile la co-somministrazione dei nuovi vaccini aggiornati con altri

Bellantone: "la sicurezza dell’assistito è un pilastro fondamentale della qualità delle cure ed è un diritto inalienabile di ogni persona"

"Uso corretto delle risorse non avviene in tutte le regioni"

Ultime News

Più letti