
Lo evidenzia una ricerca che è una meta-analisi di dati relativi a circa 1,9 milioni di persone dell'Università di Reading, pubblicata sull' International Journal of Obesity
Il consumo regolare di latte non e' associato con livelli aumentati di colesterolo. Non rappresenta quindi un problema significativo per quanto riguarda il rischio di malattie cardiovascolari pur aumentando lievemente l'indice di massa corporea e il livello di grasso corporei. Lo evidenzia una ricerca che è una meta-analisi di dati relativi a circa 1,9 milioni di persone dell'Università di Reading, pubblicata sull' International Journal of Obesity. Il team di ricercatori ha adottato un approccio genetico al consumo di latte osservando una variazione nel gene della lattasi associato alla digestione degli zuccheri del latte (lattosio).
La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo
Uno studio rivela alti tassi di interruzione precoce tra gli adulti senza diabete
Dal 2026 vietati spot prima delle 21 e promozioni online per cibi ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale. Un intervento che riporta la comunicazione al centro della prevenzione.
Gasbarrini: “Il continuo aumento delle malattie infiammatorie e metaboliche durante l’infanzia, dovuto alle modificazioni della flora intestinale, sta creando una situazione mai vista in passato. I numeri sono preoccupanti"
La correlazione emerge per la prima volta da uno studio condotto presso l'Università della California, a Riverside, e pubblicato sul Journal of Clinical Investigation Insight
I ricercatori del Labanof dell’Università Statale di Milano hanno esaminato due scheletri di donne e dei loro feti, con deformità attribuibili all'osteomalacia, una patologia legata alla fragilità ossea e associata alla carenza di vitamina D
Lo rivela uno studio effettuato su 1771 studenti di 48 scuole elementari pubbliche di Madrid
La pratica potrebbe salvare 820.000 vite l'anno
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