Pensioni, le tre proposte messe a punto dall'Inps

Previdenza | Redazione DottNet | 12/07/2021 20:53

Dal prossimo anno si dovrà rivedere il meccanismo. Tridico ha ipotizzato tre opzioni

Continu a tenere banco il discorso pensioni. Ne abbiamo parlato nei mesi scorsi su Dottnet prospettando una serie d'ipotesi avanzate dai sindacati. Adesso arrivano le soluzioni messe a punto dall'Inps. Idee che tengono conto di una serie di parametri, tra cui l’invecchiamento demografico, come si legge nel rapporto annuale dell'Ente appena presentato (clicca qui per scaricare il testo completo).. Di qui la necessità di favorire la natalità, sostenere l’occupazione giovanile e femminile, la regolarizzazione degli immigrati e la lotta al nero, ha detto il presidente dell’Inps Pasquale Tridico. Intanto, le misure di flessibilità in uscita, anche qui, hanno favorito le fasce più forti. "La misura sperimentale e triennale di Quota 100 ha permesso il pensionamento anticipato di 180 mila uomini e 73 mila donne nel primo biennio 2019-2020. Dall’analisi del take-up di Quota 100 emerge che la misura è stata utilizzata prevalentemente da uomini, con redditi medio-alti e con una incidenza percentuale maggiore nel settore pubblico". Inoltre si legge sul documento dell'Ente, "rispetto agli impatti occupazionali attraverso la sostituzione dei pensionati in Quota 100 con lavoratori giovani, un’analisi condotta su dati di impresa non mostra evidenza chiara di uno stimolo a maggiori assunzioni derivante dall’anticipo pensionistico», ha spiegato Tridico. In pratica la tesi della Lega che con Quota 100 si sarebbero aperte le porte del mercato del lavoro ai giovani è stata smentita dai fatti, anche se c’è l’attenuante della pandemia.

Nel rapporto ci si dedica anche a tre proposte di riforma delle pensioni. La prima è quella del pensionamento anticipato con 41 anni di contribuzione, a prescindere dall’età.La seconda è quella del calcolo contributivo con 64 anni di età e 36 di contributi. La terza è quella messa a punto dallo stesso Tridico: anticipo della sola quota contributiva della pensione a 63 anni, rimanendo ferma a 67 la quota retributiva. "Dall’approfondimento — riporta il Corriere della Sera — emerge che la prima proposta è la più costosa, partendo da 4,3 miliardi nel 2022 e arrivando a 9,2 miliardi a fine decennio, pari allo 0,4% del Prodotto interno lordo. La seconda è meno onerosa, costando inizialmente 1,2 miliari, toccando un picco di 4,7 miliardi nel 2027, e per questo più equa in termini intergenerazionali. La terza ha costi molto più bassi: meno di 500 milioni nel 2022 e raggiungerebbe il massimo costo nel 2029 con 2,4 miliardi". Ma oltre agli aspetti finanziari, c’è un problema strutturale che andrebbe affrontato. Oggi le età di pensionamento sono uguali e così i coefficienti di trasformazione, che non distinguono tra i diversi lavori. Eppure i dati mostrano, ha sottolineato Tridico, che "i cittadini con le pensioni più basse e che vivono meno a lungo finanziano i cittadini con le pensioni più alte che vivono più a lungo".

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