I sarcomi possono colpire anche il seno

Oncologia | Redazione DottNet | 25/10/2021 13:41

I sarcomi della mammella contano circa l'1% delle neoplasie mammarie e il 5% dei sarcomi dei tessuti molli

 "Nel mese in rosa, mese della sensibilizzazione contro il tumore al seno, tra le molte magnifiche iniziative per informare e sviluppare consapevolezza nelle donne e nelle Istituzioni, credo sia utile portare l'attenzione anche su una famiglia di tumori rari che possono colpire la mammella, ovvero sui sarcomi mammari" dichiara Ornella Gonzato, presidente del Trust Paola Gonzato-Rete Sarcoma. I tumori maligni mammari hanno principalmente origine epiteliale (carcinomi); tuttavia ,seppur raramente, la mammella può esser colpita anche da sarcomi, tumori maligni ad origine mesenchimale. I sarcomi della mammella contano circa l'1% delle neoplasie mammarie e il 5% dei sarcomi dei tessuti molli. La loro incidenza è di circa 4,5 casi/1.000.000 all'anno. Possono essere tumori primitivi oppure secondari che si sviluppano su tessuto radiotrattato in precedenza per altra tipo di neoplasia ( sarcomi radioindotti). I sarcomi della mammella sono un gruppo istologicamente eterogeneo: alcuni istotipi presentano caratteristiche cito-architetturali e biologiche sovrapponibili agli istotipi che si osservano più frequentemente in altre sedi anatomiche, come l'angiosarcoma,il leiomiosarcoma, il liposarcoma, i sarcomi a differenziazione fibro/miofibroblastica.

Altri istotipi, come il sarcoma stromale periduttale e il sarcoma fillode (che corrisponde alla varietà maligna del tumore fillode), sono invece caratteristici della mammella. Angiosarcoma e sarcoma fillode sono i più comuni; presentano caratteristiche biologiche distinte e richiedono approcci terapeutici diversi. L'angiosarcoma ha un comportamento più aggressivo degli altri istotipi mentre il sarcoma filloide tende a metastatizzate nel 20/30% dei casi. Si presentano clinicamente come massa unilaterale palpabile con tendenza a rapida crescita. La chirurgia è il trattamento principale anche se la strategia chirurgica non è standardizzata e viene valutata caso per caso, così come la sua possibile associazione con chemioterapia e radioterapia.  "Purtroppo a causa della rarità manca ancora conoscenza, manca evidenza di dati capace di guidare pienamente le decisioni-cliniche. Per questo è necessario che siano condotti studi a partire da quelli retrospettivi e sviluppate le più ampie collaborazioni tra i ricercatori così da poter disporre di fonti informative preziose per migliorare le strategie di trattamento per le pazienti. L'approccio diagnostico e terapeutico per i sarcomi mammari è necessariamente diverso da quello per i tumori del seno ad origine epiteliale e proprio per questo tutte le Linee Guida correnti raccomandano che le pazienti siano sempre riferite a strutture con competenze specialistiche per i sarcomi e gestite congiuntamente con le breast units. " conclude Gonzato.

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