Sileri: Valutare il lockdown per non vaccinati in zone arancioni

Infettivologia | Redazione DottNet | 18/11/2021 17:15

Gimbe, in 7 giorni più 32% di casi, più 15% di ricoveri e più 14% di intensive

 

Un green pass 'rafforzato', solo per i vaccinati e per le attività ricreative nelle regioni che cambieranno colore. In modo che le restrizioni previste - ancora tenui in giallo, ma pesanti già in arancione - non gravino su chi ha fatto l'iniezione.  Tutto come prima, invece, per il mondo del lavoro, con il certificato verde rilasciato a vaccinati, guariti e chi ha un tampone negativo. E' la proposta cui cercano di aggregare consenso i governatori che domani si vedranno e porteranno la loro posizione all'attenzione del Governo alla Conferenza Stato-Regioni convocata dal ministro Mariastella Gelmini. Quest'ultima apre: "se la situazione dovesse peggiorare nelle prossime settimane, nei prossimi mesi - dice interpellata dall'ANSA - credo che dovremmo tenere in seria considerazione le istanze delle Regioni".

Intanto, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ipotizza in caso di aggravamento della situazione lockdown per i non vaccinati in zona arancione. "Lockdown per non vaccinati? Non è la strategia da attuare con i numeri odierni, può essere valutata  - ha detto a Radio Cusano Campus - in caso di passaggio in zona arancione".  "Non è la strategia da attuare con i numeri odierni - ha affermato Sileri -. C'è qualche area del Paese che rischia di finire in zona gialla, ma questa non prevede grosse restrizioni, quindi al momento non vi è motivo di fare restrizioni per i non vaccinati. Va tenuta sul tavolo, come tante altre opzioni, ma la situazione, e' sotto controllo".

La quarta ondata non si ferma, dunque. I contagi per la prima volta da maggio scorso hanno superato la soglia dei 10mila casi in 24 ore. Friuli Venezia-Giulia e Alto Adige vanno verso la zona gialla e la situazione inizia a farsi pesante nell’area non critica degli ospedali anche in Campania (9%), Sicilia (10%), Lombardia e Valle d’Aosta (8%) mentre la Calabria ha il 12% di letti occupati in terapia intensiva. In sette Province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Trieste, Bolzano, Gorizia, La Spezia, Forlì-Cesena, Padova e Vicenza. L’Italia si spezza, anche se l’aumento dei casi non è omogeneo su scala nazionale, tra chi è a rischio restrizioni e chi resiste. A partire dagli ospedali, che si preparano ad un altro inverno complicato.

Probabile, quindi, un intervento del governo con l’estensione alla terza dose dell’obbligo di vaccino per i sanitari e la riduzione della durata di validità del Green Pass: la validità del certificato verde potrebbe passare dagli attuali 12 mesi a 9 mesi, anche per incentivare le terze dosi. «Personalmente credo che l’andamento dei contagi deve spingerci a misure più rigorose»: il ministro della Cultura Dario Franceschini ha così risposto a una domanda sulla possibilità di green pass differenziati. Opinione personale «perché le decisioni spettano al governo e al parlamento», ha specificato, ma «credo che sia giusto differenziare - ha aggiunto - fra chi ha il Green Pass perché è vaccinato. D'altra parte qualche provvedimento urgente dobbiamo prenderlo».

Ma l’emergenza, come rileva il report Gimbe, può riguardare presto la campagna vaccinale sulle terze dosi. «Con solo 127mila nuovi vaccinati nell'ultima settimana e le forniture al palo da 5 settimane, il grosso del lavoro ora va concentrato sulle terze dosi» ha dichiarato il presidente Nino Cartabellotta. Entro fine anno «ne dovrebbero essere somministrate 15,83 milioni, in media oltre 350 mila somministrazioni al giorno da qui al 31 dicembre». Non solo: per ridurre il rischio di misure restrittive è «necessario ridurre la validità del green pass a 6 mesi» e «introdurre l'obbligo vaccinale almeno per i lavoratori del pubblico». Mentre «un super Green Pass senza tamponi rischia solo di alimentare tensioni sociali». I numeri del report della settimana dal 10 al 16 confermano il «netto incremento della circolazione virale con impatto ospedaliero» al momento contenuto «grazie ai vaccini». Rispetto alla precedente, si rileva un aumento del 32,2% di nuovi casi di infezione da Covid (54.370 rispetto a 41.091), un aumento del 15,5% dei ricoveri di pazienti con Covid-19 che presentano sintomi (3.970 rispetto a 3.436) e un aumento del 14,3% delle terapie intensive (481 rispetto a 421).

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