
"Se avessero smesso di distribuire i tamponi antigenici immunocromatografici, l'Europa sarebbe fuori dalla pandemia" di Covid-19. E' nettissima la presa di posizione di Giorlandino, contro i test rapidi che "secondo delle metanalisi di Cochrane danno falsi negativi da 7 a 9 volte su 10" e fanno sì che "gli asintomatici contagiosi, che sono il 60% delle persone colpite dal virus, tranquillizzati dal tampone negativo vadano in giro a contagiare come dei superspreaders senza osservare più precauzioni e rassicurando tutti con il loro Green Pass". "L'esempio che i tamponi rapidi siano la causa dell'aumento dei contagi - spiega Giorlandino all'Adnkronos Salute - è quanto accaduto in Israele, dove a marzo stava finendo tutto, ma a luglio il primo ministro Naftali Bennett ha dato la possibilità di vendere in farmacia i tamponi antigenici: 15 giorni dopo il numero dei contagiati, praticamente assenti in precedenza, è improvvisamente risalito in misura esponenziale". La stessa cosa che è successa in Europa. "A maggio - ricorda il direttore di Altamedica - tutta l'Europa era fuori" dall'emergenza.




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