Locatelli: realistica una quarta dose del vaccino. Il parere degli esperti

Infettivologia | Redazione DottNet | 05/12/2021 19:16

I casi crescono nel Nordest e tra gli under 20. Sono 6.351.875 gli italiani non vaccinati. Sale l'occupazione dei malati di Covid in intensive e area medica

Da un lato il Super Green pass, che da lunedì ridurrà gli spazi per i no-vax, dall'altro i timori per la risalita dei contagi: fatto sta che sono tornate a vedersi le file agli hub per vaccini, negli ultimi sette giorni ne sono stati somministrati 2,7 milioni, di cui 232mila prime dosi (numeri che non si vedevano da due mesi), e i booster da lunedì viaggiano al ritmo di 350-400mila al giorno. Ma potrebbe non bastare.

"Una quarta dose del vaccino anti-Covid è una possibilità concreta", spiega il coordinatore del Cts, Franco Locatelli (nella foto). La terza dose, infatti, potrebbe generare "una risposta di memoria" ma non si può ancora dire quanto durerà questa protezione. Tramontata, di fatto, la possibilità che contro il Covid si possa raggiungere un'immunità di gregge, non è da escludere una dose di richiamo ogni anno, come si fa con l'influenza. In Israele, paese che prima di tutti ha avviato la campagna per il booster, già si parla di un ulteriore richiamo. E anche nel Regno Unito è stata ipotizzata, come argine alla variante Omicron, la somministrazione della quarta dose ai vulnerabili già vaccinati la terza volta da alcuni mesi. Il governo, viene sottolineato a Palazzo Chigi, al momento non pensa all'obbligo vaccinale, perché la strategia sta funzionando: si punta sul Green pass, a convincere gli indecisi e dare una protezione anche ai bambini, per i quali le somministrazioni partiranno dal 16 dicembre.

"bisogna solo capire quando, non credo che si farà nei primi mesi del nuovo anno per chi ha fatto e sta facendo adesso la terza dose - afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all'ospedale Policlinico San Martino di Genova - Dovremo attendere i risultati degli studi, vedere quanto dura l'immunità del ciclo completo con 3 dosi e poi valutare quando ci sarà bisogno della quarta". "Probabilmente si farà una quarta dose - prosegue Bassetti - con un vaccino migliorato e adeguato alle varianti. Omicron, più contagiosa della Delta, non mi sembra che sia un problema rilevante dal punto di vista clinico, non sta dando quadri clinici devastanti, quindi mi preoccupa relativamente". In ogni caso, per l'infettivologo la concreta probabilità di una quarta dose "non dovrebbe essere un problema: se fare la quarta dose significa avere i numeri di attuali di Covid-19 e continuare a convivere con il virus depotenziandolo, non credo che i cittadini italiani avranno problemi se gli si dirà di vaccinarsi per la quarta volta nel 2022. L'atteggiamento del 'ah, ma ci avete fatto fare 3 dosi, adesso anche una quarta' è sbagliato, perché è un atteggiamento di chiusura nei confronti dei progressi della medicina e della scienza. Liberi tutti di pensare quello che vogliono, ma la raccomandazione medica sarà questa", rimarca.

L'immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la medicina personalizzata, all'Adnkronos Salute sottolinea che "è nei momenti più critici che si valuta e si misura il valore di chi decide e l'efficacia delle sue decisioni, che non possono cambiare una volta al mese. Altrimenti, più che decisioni diventano opzioni cabalistiche del tipo 'proviamo e vediamo come va. Poi se non va, cambiamo'. Perché fin dall'introduzione della cosiddetta terza dose non si è precisato subito che si sarebbe verificata sul campo (avendo al momento solo 'profezie' e non certezze univoche, consolidate e numericamente credibili) l'opportunità e la tempistica per procedere ad un nuovo eventuale richiamo?".

Per Minelli sono tanti gli interrogativi ancora senza risposta. "Perché non mettere a punto una metodica di laboratorio - chiede - che possa dare informazioni attendibili sulle dinamiche dell'immunizzazione, utili, se non a personalizzare auspicabilmente le procedure vaccinali, almeno a ottenere riscontri fondati sui quali calendarizzare le eventuali, prossime dosi? E i guariti da Covid-19 come dovranno regolarsi? Per caso come se l'immunità naturale, pure robusta e rassicurante, fosse un addendo opzionale pur sapendo della grande improbabilità che un guarito da Covid-19 possa riammalarsi della stessa malattia?".

"Ed è possibile che in una comunità di Stati riuniti in un'aggregazione economica e politica sovranazionale - chiede ancora l'immunologo - ogni stato membro decida per suo conto, generando letture difformi di un unico fenomeno e conseguenti disposizioni così tanto eterogenee? Ancora non è stato insediato un organismo centrale che decida in modo univoco per tutto il continente europeo, e chi si sposta oltre confine in Europa deve rifarsi all'antico ritornello 'Paese che vai, usanze che trovi' per un fenomeno socio-sanitario che, invece, è sempre lo stesso ad ogni latitudine". Per l’assessore alla Sanità e integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D'Amato, "è prematuro parlare di quarta dose. I nostri tecnici dell’Istituto Spallanzani ci dicono che l’obiettivo è arrivare a fare un richiamo annuale con vaccini aggiornati alle varianti, come avviene per il vaccino antinfluenzale".

CONTAGI IN CRESCITA -"Anche l'Italia ha un curva in crescita sia pure in maniera più contenuta rispetto ad altri Pesi Ue. La crescita è soprattutto nel nord est del Paese e le fasce di età più colpite sono quelle sotto i 20 anni e tra 20 e 30 anni". Lo ha affermato il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull'analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia. "Abbiamo una continua crescita dei casi sintomatici e delle ospedalizzazioni" precisa Silvio Brusaferro, sottolineando che sono in aumento sia l' occupazione dei posti letto che quella delle terapie intensive (1 punto percentuale in una settimana).  "La fascia under20 ha la copertura vaccinale più bassa. Il 50% degli over80 ha completato la terza dose e tra 30 e 59 anni pero' quasi 3,5 mln di italiani non hanno iniziato il ciclo vaccinale" precisa.

"L'attenzione all'uso della mascherina, anche all'aperto se c'è assembramento, e l'attenzione all'areazione negli ambienti chiusi sono elementi importanti. Se intervengono tali comportamenti prudenti, uniti alla campagna vaccinale, crediamo che ciò possa invertire la curva con una riduzione del carico ospedaliero e delle terapie intensive", aggiunge Brusaferro.

"Sicuramente i vaccini funzionano e sono l'arma migliore e per questo si sta identificando la campagna sulla dose di richiamo booster che garantisce la protezione anche contro le varianti circolanti. Per ora la variante omicron in Italia non sta circolando, tranne il focolaio individuato, e per ora il vaccino sta coprendo bene dalla variante delta che è l'unica circolante", spiega il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza.

"Aifa ha approvato il vaccino per i bambini, ora va fatta una circolare e siamo in attesa delle note tecniche. Rispetto alla vaccinazione dei bambini guariti da Covid e con quante dosi, in questo momento non mi sentirei di sbilanciarmi. Adesso vedremo che indicazioni dare anche per la fascia pediatrica", precisa Rezza che ha ricordato che in Usa la scelta e' stata di maggiore aggressività scegliendo di vaccinare con ciclo completo i bimbi che hanno avuto l'infezione. "Bisogna essere cauti" ha concluso.

 IL REPORT SUI VACCINI - Sono 6.351.875 in Italia le persone over 12 che non hanno avuto il vaccino. Emerge dal report settimanale della struttura commissariale di Francesco Figliuolo. Nel calcolo non sono considerate le persone guarite dal Covid. Meno di due mesi fa, l'8 ottobre, erano 8,4 milioni gli italiani che senza vaccino, come risultava dal report di quella settimana. Nella categoria over 80, i non vaccinati sono 197.211, nella fascia 70-79 anni sono 414.852, in quella 60-69 sono 690.487, in quella 50-59 sono 1.130.571, in quella 40-49 sono 1.327.281, in quella 30-39 sono 979.321, in quella 20-29 sono 565.485, in quella 12-19 sono 1.046.667.

IL MONITORAGGIO - L'incidenza settimanale a livello nazionale continua ad aumentare: 155 per 100mila abitanti (26/11/2021-02/12/2021) rispetto a 125 per 100mila abitanti della settimana precedente. Nel periodo 10 novembre - 23 novembre 2021, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato invece pari a 1,20 (range 1,12 - 1,28), al di sopra della soglia epidemica ma diminuzione rispetto a 1,23 della settimana precedente. Emerge dai dati del monitoraggio settimana Covid Iss-Ministero della Salute.

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