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Fiaso, il 50% dei bimbi ricoverati riguarda la fascia vaccinabile

Negli ultimi 15 giorni in Italia sono cresciuti ancora i ricoveri in terapia intensiva di pazienti positivi al Covid-19 e non vaccinati
Infettivologia

Secondo quanto registrato da Fiaso, il totale dei pazienti di età inferiore ai 18 anni ricoverati negli ospedali sentinella è di 19 di cui 1 in terapia intensiva. «In una settimana le ospedalizzazioni sono state complessivamente stabili», spiegano i ricercatori, «e la metà dei ricoverati ha più di 5 anni». Il monitoraggio segnala che il 50% dei bambini ricoverati per Covid rientra nella fascia d’età che potrebbe accedere alla campagna vaccinale. «Per questo l’avvio della campagna per i pazienti tra 5 e 11 anni, a partire dalla prossima settimana, sarà fondamentale per proteggere anche i più piccoli», spiega il presidente Migliore. «Le aziende sanitarie sono al lavoro per organizzare sedute vaccinali a misura di bambino con clown, supereroi e babbi Natale perché il momento della vaccinazione si trasformi in festa».

Negli ultimi 15 giorni in Italia sono cresciuti ancora i ricoveri in terapia intensiva di pazienti positivi al Covid-19 e non vaccinati. Il dato registrato dalla Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) riporta un +32%. Se i No vax ospedalizzati aumentano, ad occupare sempre meno posti letto sono gli immunizzati contro il virus: Fiaso riporta un -33% di vaccinati in rianimazione. Non solo. Tra i ricoverati in gravi condizioni non ci sono soggetti che hanno completato il ciclo vaccinale da meno di 4 mesi. Il report aggiornato della Federazione aziende sanitarie riporta un incremento generale del tasso di ricovero in Italia pari al 10,1%: si passa da 810 pazienti del 30 novembre a 892 del 7 dicembre. I ricoverati in intensiva a cui si riferisce il monitoraggio delle ultime due settimane sono in tutto 97 accolti nei 16 ospedali sentinella presi in analisi, con un incremento del 2% rispetto a 7 giorni fa quando erano stati 95. Di questi, i pazienti non vaccinati sono 77. «C’è da sottolineare», spiega nel dettaglio il report di Fiaso, «come i vaccinati siano tutte persone che hanno completato il ciclo da oltre 4 mesi e di come il 75% del totale dei ricoveri sia soggetto a comorbidità gravi e con un’età media di 69 anni».

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I dati degli ultimi 15 giorni confermano quanto evidenziato anche dal precedente rapporto di Fiaso, così come spiega il presidente Giovanni Migliore: «Si tratta di un’ulteriore conferma dell’efficacia della protezione vaccinale nella protezione delle forme gravi del Covid. Abbiamo comunque scelto di analizzare la condizione dei pazienti vaccinati in rianimazione rilevando come siano tutti soggetti che hanno completato il ciclo vaccinale da più di 4 mesi: questo da una parte suggerisce la buona protezione della vaccinazione nei primi mesi, dall’altra conferma una volta di più l’importanza di un’anticipazione della terza dose soprattutto per gli anziani fragili». Alla luce di queste considerazioni l’invito di Fiaso è quello di accelerare la somministrazione dei richiami allo scadere dei 5 mesi, «così come predisposto dal ministero della Salute». L’altra importante differenza tra immunizzati e non protetti è sull’età media dei ricoveri. «L’età media di chi finisce in ospedali sale a 75 anni tra i vaccinati, mentre è più bassa, pari a 64 anni, tra i non vaccinati, con uno scarto quindi di ben 11 anni».

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