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Influenza, nasce la Flu Coalition. Ma il punto sono coperture ancora insufficienti e impatto crescente sul sistema

Alleanza tra società scientifiche, professionisti e pazienti per rafforzare la prevenzione. Ma coperture sotto target e milioni di casi l’anno segnalano una criticità strutturale.
Prevenzione

Nasce la Flu Coalition, un’alleanza tra società scientifiche, professioni sanitarie e rappresentanze dei pazienti con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione dell’influenza e delle sue complicanze come priorità di sanità pubblica.

L’iniziativa, presentata alla Camera su impulso di Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, punta a creare un coordinamento stabile tra attori diversi del sistema, per sostenere strategie di prevenzione più strutturate.

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Un impatto clinico e organizzativo che resta elevato

La nascita della coalition si inserisce in un contesto che resta critico. Ogni anno l’influenza produce un impatto rilevante sul Servizio sanitario nazionale, con un aumento dei ricoveri tra anziani e pazienti fragili. A fronte di poche centinaia di decessi direttamente attribuiti al virus, le stime sull’eccesso di mortalità indicano tra 8mila e 10mila morti l’anno correlati.

Nella stagione 2024/2025 si sono registrati circa 16 milioni di casi, con ricadute non solo sanitarie ma anche sociali ed economiche, in termini di giornate lavorative perse e pressione sui servizi.

Coperture vaccinali sotto target: il vero problema

È su questo sfondo che emerge la criticità principale. Nonostante la vaccinazione antinfluenzale sia raccomandata e gratuita per le categorie a rischio, la copertura tra gli over 60 si è fermata al 52,5%, in calo rispetto alla stagione precedente e ben lontana dagli obiettivi indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità (75% come soglia minima, 95% come target ottimale).

Un dato che segnala una difficoltà strutturale del sistema nel tradurre le raccomandazioni in adesione reale, con effetti diretti sulla capacità di prevenire complicanze e ridurre la pressione sulle strutture sanitarie.

La coalition come strumento di correzione

È in questo quadro che si colloca la Flu Coalition, pensata come un luogo di coordinamento tra scienza, professioni e istituzioni. "La prevenzione dell’influenza è una leva strategica per la sostenibilità del nostro sistema sanitario. Eppure le coperture restano ancora al di sotto degli obiettivi, soprattutto tra le persone più fragili", osserva Ciocchetti.

Dal confronto tra i promotori emerge la necessità di rafforzare un’azione istituzionale più coordinata, capace di incidere in modo stabile sui comportamenti e sull’organizzazione delle campagne vaccinali.

"La prevenzione non è una voce di spesa, ma un investimento che produce risparmi dimostrabili, riduce la pressione sulle strutture sanitarie e protegge le fasce più vulnerabili della popolazione", aggiunge Guido Quintino Liris, senatore e capogruppo in Commissione Bilancio al Senato. In questo senso, la nascita della Flu Coalition rappresenta un segnale di convergenza tra attori diversi del sistema sanitario.

Ma il punto resta quello evidenziato dai dati: più che introdurre nuovi strumenti, si tratta di riportare le strategie di prevenzione a livelli di efficacia coerenti con gli obiettivi dichiarati. Perché, in un sistema già sotto pressione, l’impatto evitabile dell’influenza continua a rappresentare un costo sanitario e sociale difficilmente sostenibile.

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