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Rezza, l'attenuazione dei sintomi con la variante Omicron fa ben sperare

Infettivologia Redazione DottNet | 04/01/2022 14:02

Ogni nuovo ceppo troverebbe la popolazione più resistente

Se la variante del Sars-Cov-2 denominata Omicron rappresenta il preludio "alla fine biologica della crisi pandemica" è ancora "presto per dirlo", secondo quanto scrive in un intervento sul Corriere della Sera l'epidemiologo e direttore della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, Giovanni Rezza.  Tuttavia, "attenuazione dei sintomi e immunità di popolazione causata da pregresse infezioni e/o vaccinazioni fanno ben sperare - afferma l'esperto - in quanto qualsiasi nuova variante troverebbe con buona probabilità la popolazione maggiormente resistente".

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  Secondo l'epidemiologo è poi "difficile pensare a una nuova variante che possa diffondersi in maniera più rapida ed efficiente rispetto ad Omicron". Eppure "resta un margine di incertezza".     Anche se la virulenza di Omicron "è ridotta", spiega Rezza, "rimangono però elevati sia il rischio di congestione delle strutture ospedaliere che di eventuali criticità relative alla continuità di alcuni servizi essenziali".

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