
"L’associazione tra flusso mestruale e vaccino anti Covid-19 non rappresenta un fattore di rischio per chi è in cerca di una gravidanza". Rassicurano così gli esperti della Società Italiana di Riproduzione Umana (SIRU) le donne riguardo un possibile legame tra alterazione del ciclo mestruale e somministrazione vaccinale. La notizia circola in rete da qualche settimana, rimbalzando dai forum ai vari social e sono molte le donne che stanno evitando la vaccinazione per sfuggire ad un potenziale danno alla fertilità, commento gli operatori del settore. "Ma i risultati di diversi studi dovrebbero tranquillizzarle - commenta Antonino Guglielmino Presidente ginecologo SIRU – i dati rilevano che le alterazioni del ciclo mestruale sono possibili nelle donne dopo il vaccino anti Covid e sono un fenomeno che tende a scomparire dopo qualche mese e comunque non condizionante l’apparato riproduttivo femminile.

Raddoppiati rispetto al 2025, mentre il segretario alla Salute rivendica la gestione dell'epidemia.

Il sistema RespiVirNet è bloccato da marzo per problemi legati alla privacy. Medici e autorità sanitarie affrontano la nuova stagione senza bollettini epidemiologici aggiornati.

Nel rapporto sui contagi tra settembre 2025 e agosto 2026, il nostro Paese registra il 28% dei casi UE/SEE. Solo l'84% ha ricevuto la seconda dose di vaccino.

In Italia restano elevate le resistenze di alcuni batteri agli antibiotici, con rischi rilevanti per pazienti fragili, anziani e ospiti delle RSA. La HTIDE Conference di Genova punta su diagnosi tempestive, prescrizioni appropriate e collaborazione t
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