|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

La terza dose di vaccino protegge contro Omicron come due dosi iniziali

La copertura è fino al 75% nel primo mese, sotto il 55% dopo 3 mesi
Infettivologia

Due dosi di vaccino Pfizer/BioNTech non offrono una protezione sufficiente contro la variante Omicron, ma la terza dose riporta gli anticorpi neutralizzanti a livelli sovrapponibili a quelli che si ottenevano con due dosi di vaccino contro la versione originaria di virus SARS-CoV-2.  La conferma arriva da uno studio condotto dalle due aziende e pubblicato su Science.     Lo studio ha verificato l'efficacia dei vaccini contro le principali varianti utilizzando il siero prelevato durante le sperimentazioni cliniche del vaccino Pfizer/BioNTech (BNT162b2) condotte nei mesi passati: in particolare quello di 32 partecipanti che avevano effettuato la seconda dose da 21 giorni e quello di 30 volontari che avevano effettuato la terza dose da un mese.

Dopo due dosi di vaccino, i livelli di anticorpi neutralizzanti contro Omicron erano 22,8 volte inferiori rispetto a quelli contro il virus di Wuhan, con 20 dei 32 sieri analizzati che non avevano nessuna capacità neutralizzante contro la nuova variante.  Le due dosi proteggevano, invece, contro Beta e Delta, anche se con un tasso rispettivamente 6,7 e 2,2 volte più basso rispetto al virus originario.     Dopo un mese dalla somministrazione della terza dose, invece, i livelli di anticorpi sono aumentati di 23,4 volte rispetto a quanto rilevato dopo la seconda dose, raggiungendo livelli paragonabili a quelli ottenuti contro il coronavirus originario.     29 sieri su 30 erano in grado di neutralizzare lo Omicron. La terza dose aumentava inoltre la protezione anche contro le varianti Beta e Delta e contro il virus di Wuhan.

pubblicità

 "Studi futuri valuteranno la persistenza degli anticorpi", scrivono i ricercatori secondo cui "i primi rapporti stimano un'efficacia del vaccino da moderata ad alta contro l'infezione sintomatica di Omicron, specialmente subito dopo la terza dose".     In particolare un'efficacia "dal 65 al 75% è stata segnalata nel Regno Unito da 2 a 4 settimane dopo la dose di richiamo, che scende tra il 55 al 70% a 5-9 settimane e al di sotto del 55% dopo 10 settimane dalla terza dose". 

Infettivologia
Commenti

I Correlati

Difterite, cos'è e come si trasmette: dai sintomi alla vaccinazione
Infettivologia
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
One Health, la sorveglianza integrata diventa strategica contro le malattie infettive emergenti
Infettivologia
One Health, la sorveglianza integrata diventa strategica contro le malattie infettive emergenti
L'integrazione delle informazioni provenienti da salute umana, medicina veterinaria e monitoraggio ambientale è fondamentale per individuare precocemente nuove minacce infettive.
Salute sessuale, l’HIV si stabilizza ma avanzano clamidia e gonorrea
Infettivologia
Salute sessuale, l’HIV si stabilizza ma avanzano clamidia e gonorrea
In occasione della Giornata mondiale della salute sessuale, l’Istituto superiore di sanità richiama l’attenzione sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e dell’educazione sessuale, soprattutto tra i giovani
Virus Toscana, cresce l'attenzione degli esperti: in aumento i casi neuroinvasivi in Italia
Infettivologia
Virus Toscana, cresce l'attenzione degli esperti: in aumento i casi neuroinvasivi in Italia
Dalla meningite all’encefalite, l’infezione trasmessa dai pappataci continua a circolare soprattutto nei mesi estivi. L'Iss richiama l’attenzione sulla prevenzione e segnala un incremento delle forme più gravi registrato negli ultimi anni
West Nile, l'Italia è la frontiera europea del virus
Infettivologia
West Nile, l'Italia è la frontiera europea del virus
Quasi metà dei casi autoctoni europei e 55 aree interessate. La posizione mediterranea espone il Paese a una sfida destinata a richiedere più prevenzione e sorveglianza

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.