
Molnupiravir, la ‘pillola anti-Covid´ di Merck-MSD, dal 13 al 20 gennaio, ovvero in poco più di una settimana, è stato prescritto a 1.662 pazienti con Covid-19 non ricoverati. Mentre 976 sono stati, al 19 gennaio, i pazienti non ospedalizzati che hanno ricevuto remdesivir, l'antivirale per via endovenosa di Gilead, indicato solo per persone con Covid lieve-moderato e di recente insorgenza, ma con fattori di rischio per la forma grave era stato autorizzato ad ottobre 2020 solo per pazienti ospedalizzati mentre da fine dicembre 2021 è stato ampliato il suo utilizzo anche a domicilio. Lo rivela il primo monitoraggio pubblicato dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) sull'utilizzo degli antivirali per il Covid-19.
L'autorizzazione per il trattamento di pazienti non ospedalizzati per COVID-19 con malattia lieve-moderata di recente insorgenza e con condizioni cliniche concomitanti che rappresentino specifici fattori di rischio per lo sviluppo di COVID-19 grave. La determinazione Aifa relativa alle modalità di utilizzo in fase precoce degli antivirali molnupiravir e remdesivir è stata pubblicata il 29 dicembre 2021 sulla Gazzetta Ufficiale e dal giorno dopo è partito formalmente il monitoraggio. Di fatto però, la distribuzione è stata avviata il 4 gennaio da parte della struttura commissariale, successivamente sono iniziate le prescrizioni e l'inserimento dei pazienti nei registri. Ad aver richiamato l'attenzione, nelle ultime settimane, è stato molnupiravir (Lagevrio) di Merck-MSD, il primo antivirale orale specifico contro il Sars-Cov-2 che riduce di circa il 30% i ricoveri e i decessi e sembrerebbe essere efficace anche contro le varianti.
Si tratta di compresse da assumere a domicilio due volte al giorno per 5 giorni e il monitoraggio Aifa, relativo al periodo 13-19 gennaio riporta che sono avviati i trattamenti per 1.

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