
Su un totale di 226 parti, 18 sono avvenuti in area Covid. Una settimana fa invece su 236 parti, 24 riguardavano donne con il virus
Cala nettamente, in linea con la discesa dei ricoveri, il numero dei parti di donne con il Covid. Nell'ultima settimana la percentuale di pazienti gravide che ha contratto l'infezione e ha partorito si è ridotta del 25%. È quanto emerge dalla rilevazione della Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) relativa al periodo 8-15 febbraio in otto ospedali aderenti alla rete sentinella. Su un totale di 226 parti, 18 sono avvenuti in area Covid. Una settimana fa invece su 236 parti, 24 riguardavano donne con il virus.
Tra le donne risultate positive al momento del parto, il 33% non era vaccinato e il 6% aveva sviluppato sindromi respiratori e polmonari tipici della malattia da Covid. È stata analizzata anche la condizione vaccinale di tutte le partorienti, sia le donne positive al virus sia le donne senza infezione: la percentuale delle vaccinate era solo del 57%. Di contro, il 43% delle donne in attesa e in procinto di partorire non aveva ancora fatto la profilassi vaccinale contro il virus.
"Dopo il picco registrato tre settimane fa nei reparti di Ostetricia, stiamo assistendo a una rapida discesa del numero di future mamme che entrano in sala parto affette dal virus. Non cambia, invece, la scarsa adesione alla campagna vaccinale da parte delle donne incinte: poco più della metà sono vaccinate, mentre alla restante metà non è stata somministrata nemmeno una dose", commenta il presidente di Fiaso Giovanni Migliore. E aggiunge: "voglio lanciare alla Sigo (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) un appello per promuovere una campagna di formazione e sensibilizzazione rivolta ai medici ginecologi affinché parlino con le pazienti della necessità della vaccinazione contro il Sars-Cov-2 in gravidanza. Il vaccino in gravidanza non presenta rischi ma bisogna dirlo in maniera chiara e deve farlo il ginecologo di fiducia proponendo alla paziente questa opportunità, perché, altrimenti, la donna incinta percepisce il non detto". "Per le mamme che hanno già partorito - conclude - è importante che si vaccinino almeno adesso, dopo il parto, per proteggere il neonato nei primi mesi di vita, dato che non ha a disposizioni gli anticorpi trasmessi dalla madre".
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Fiaso e Aran avviano un confronto sulle politiche del personale del Ssn: attrattività, contrattazione e fabbisogni al centro.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Aifa e Fiaso rafforzano la collaborazione su farmacovigilanza, appropriatezza e innovazione per migliorare qualità delle cure e sostenibilità del Ssn.
Dopo il cluster registrato su una nave da crociera, l’Organizzazione mondiale della sanità richiama il tema della sorveglianza epidemiologica e dei cambiamenti ambientali
La Società italiana d’Igiene chiede un intervento urgente per garantire continuità ai sistemi di monitoraggio epidemiologico, dalle arbovirosi al morbillo
Dalla prevenzione globale ai casi importati nel nostro Paese: in 25 anni evitati miliardi di contagi, ma lo stallo preoccupa l’Oms. Iss: ogni anno 700-800 casi in Italia, tutti d’importazione
Colpisce all’improvviso, può evolvere in poche ore e anche nei bambini in apparenza più sani. In occasione della Giornata mondiale, i pediatri di famiglia rilanciano l’importanza della prevenzione vaccinale
Commenti