
Valutare la tossicità potenziale di farmaci, così come prevenirne gli effetti collaterali con una tecnologia innovativa volta a misurare piccole quantità di farmaci chirali, ossia controllare l'orientamento spaziale degli atomi che lo compongono, andando ad eliminare le forme di quello stesso farmaco che producono effetti avversi legati ad una configurazione indesiderata. Questo, uno degli obiettivo del progetto TwistedNano, finanziato dall'Unione Europea che vedrà l'Università dell'Aquila capofila e, tra i soggetti partner, l'Istituto italiano di tecnologia, il Max Planck Institute e Dompé Farmaceutici. Il budget è di 4 milioni di euro. Il presupposto teorico di base parte dalla considerazione che i composti chimici sono fatti per lo più di molecole chirali. Molecole uguali per formula chimica e struttura ma che sono speculari, quindi orientate in maniere diversa nello spazio. E questo può provocare diversi effetti biologici. Un noto esempio, citato dal rettore dell'ateneo, Edoardo Alesse, è la talidomide, farmaco commercializzato negli anni '50 e '60 per alleviare le nausee mattutine delle donne incinte.




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