
“Ma un approccio comune in Europa non è necessario: considerate le eterogeneità di status vaccinale e di misure prese dai singoli Stati, la decisione dovrebbe esser calata nel contesto di ogni paese”
“Per persone estremamente vulnerabili la quarta dose andrebbe considerata, over 80 o con malattie note, ma per una quarta dose sopra i 50 o 60 anni generalizzata non ci sono evidenze che dia benefici, soprattutto non ci sono dati su Omicron 2 e se i dati sono su delta o Omicron 1 non possiamo prendere decisioni”. Ma su questo preciso aspetto, “un approccio comune in Europa non è necessario: considerate le eterogeneità di status vaccinale e di misure prese dai singoli Stati, la decisione dovrebbe esser calata nel contesto di ogni paese”.
Così Guido Rasi, già direttore esecutivo dell’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema) e docente di Microbiologia clinica all’Università Tor Vergata di Roma.
Oggi è invece fondamentale la terza dose, perchè completa il ciclo vaccinale e influisce in modo significativo sulla riduzione del rischio: “Il numero di anticorpi neutralizzanti specifici per Omicron 2 indotti da una quarta dose è percentualmente irrisoria mentre la memoria cellulare indotta dalla terza è solidissima e come si sta dimostrando ci protegge dalla malattia grave”. Intanto l’arrivo di un vaccino aggiornato non è dietro l’angolo secondo l’esperto. Se “entro settembre arriveranno i dati di un vaccino tarato per Omicron, dovrà poi andare in produzione, quindi potrebbero esser disponibile in autunno”, conclude.
Ocse: il Long Covid continuerà a pesare su sanità ed economia fino al 2035. Effetti su produttività, lavoro e domanda assistenziale.
Una panoramica generale delle sfide e dell'impegno del Ministero della salute. Diegnare la nuova sanità tra necessità emergenti e vincoli di spesa.
Alleanza tra società scientifiche, professionisti e pazienti per rafforzare la prevenzione. Ma coperture sotto target e milioni di casi l’anno segnalano una criticità strutturale.
Dopo il focolaio nel Regno Unito, la Sip richiama l’attenzione su prevenzione e coperture vaccinali. Criticità per gli adolescenti e differenze tra Regioni.
Tutti legati a viaggi all’estero, con le Maldive come principale luogo di esposizione. Iss ed Ecdc: nessun decesso, ma numeri in crescita rispetto al 2025
Le nuove linee guida 2026 puntano su trattamento precoce, test rapidi per identificare il germe e una gestione più attenta dei fluidi al fine di ridurre le complicanze
Un caso isolato, nessuna trasmissione, nessuna criticità. Eppure apertura di home page. Perché la comunicazione sanitaria continua a trasformare segnali irrilevanti in allarmi impliciti.
Commenti