
Per gli europei troppo sale, zucchero, deficit potassio e fibre
Per costruire la futura etichetta nutrizionale, l'Ue dovrebbe tenere conto che tra i cittadini europei l'assunzione di energia (calorie), grassi saturi, sodio e zuccheri è troppo elevata e il consumo di potassio e di fibre alimentari è insufficiente. Sono le conclusioni dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sulla profilazione nutrizionale, che è la base scientifica su cui la Commissione europea progetterà l'etichetta nutrizionale obbligatoria dell'Ue, attesa per la fine del 2022. Lo studio Efsa, uscito dopo una consultazione pubblica di tre mesi, non si esprime su un tipo specifico di etichetta, né sulle quantità di riferimento ma individua le sostanze nutritive e componenti non nutritivi (energia, fibre alimentari) più importanti per la salute delle popolazioni europee.
Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona
La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo
Gasbarrini: “Il continuo aumento delle malattie infiammatorie e metaboliche durante l’infanzia, dovuto alle modificazioni della flora intestinale, sta creando una situazione mai vista in passato. I numeri sono preoccupanti"
Analisi, il problema è mangiare troppo, specie cibo industriale
Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona
Un’équipe multidisciplinare accompagna i pazienti con anoressia, bulimia e binge eating attraverso percorsi terapeutici personalizzati e assistenza clinica completa.
Secondo SINPIA e FNOPo i disturbi del comportamento alimentare sono in aumento tra adolescenti e giovani donne. In Italia oltre 3 milioni di persone ne soffrono.
Commenti