
L'ipertensione rappresenta il primo fattore di rischio: gioca un ruolo nel 12,4% dei casi di demenza
Circa un caso di demenza su cinquanta potrebbe essere prevenuto semplicemente correggendo i difetti della vista. È la conclusione a cui giunge uno studio condotto dall'University of Michigan di Ann Arbor e pubblicato su Jama Neurology. La ricerca ha analizzato l'impatto di diversi fattori di rischio sul decadimento cognitivo analizzando i dati clinici e sugli stili di vita di circa 17 mila americani. Lo studio ha confermato il ruolo di fattori già noti. Per esempio, per entità, l'ipertensione rappresenta il primo fattore di rischio: gioca un ruolo nel 12,4% dei casi di demenza; è seguita da obesità (9,2%), depressione (9,1%), calo dell'udito (7%), traumi cranici (6,1%), diabete (5,1%). La novità è la scoperta dell'impatto dei problemi di vista che, secondo lo studio, sono responsabili dell'1,8% dei casi di demenza.
Dalle evidenze emergenti sui biomarcatori plasmatici alle nuove traiettorie molecolari: il congresso AD/PD 2026 segna una svolta verso una medicina di precisione sempre più concreta nella malattia di Alzheimer.
Uno studio internazionale collega obesità e ipertensione all’esordio della demenza, indicando prevenzione e controllo del peso come strategie chiave.
La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.
Commenti