Camici bianchi H24 e cure domiciliari, ecco come sarà la sanità post covid e il ruolo dei medici di famiglia

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 23/06/2022 18:19

Rimangono in piedi gli studi dei medici di famiglia (definiti spoke delle Case della Comunità) che saranno collegati in rete per garantire aperture h12 sei giorni su sette

Cure a casa quando possibile, anche attraverso la telemedicina; infermieri di famiglia per gestire le cronicità e Case della Comunità dove si potranno trovare medici h24 e 7 giorni su 7 e si potranno effettuare esami diagnostici e visite, ricevendo assistenza nei casi meno gravi. Ed ancora: non solo grandi ospedali ma anche ospedali di comunità come ‘snodo intermedio’ per evitare ricoveri impropri. Arriva in Gazzetta ufficiale dopo un lungo iter di approvazione il nuovo regolamento sugli standard dell’assistenza territoriale, fino ad oggi denominato ”DM 71” per segnarne la complementarietà con il DM 70 sugli standard ospedalieri. Nella sua versione definitiva e ufficiale prende il nome di Dm 77 e per la prima volta vengono definiti gli standard che dovranno essere rispettati in ogni regione (a vigilare sarà l’Agenas che presenterà una relazione semestrale).

Ecco come sarà la nuova sanità del territorio:

DISTRETTO: è un’articolazione delle Asl e comprende circa 100.000 abitanti. Deve prevedere alcuni standard: una Casa della Comunità hub ogni 40-50.000 abitanti, un infermiere di famiglia ogni 3.000 abitanti, un Ospedale di Comunità con 20 posti letto per 100mila abitanti. All’interno, una funzione di coordinamento avrà la Centrale operativa territoriale. –

CASA DELLA COMUNITÀ: è il luogo fisico al quale i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria. Sono presenti infermieri, assistenti socio-sanitari, medici, pediatri, specialisti. La presenza medica nelle sedi principali (Hub) è h24, 7 giorni su 7. Il cittadino potrà usufruire di varie prestazioni: servizi diagnostici con strumentazione diagnostica di base (ecografo, elettrocardiografo, retinografo, oct, spirometro) anche attraverso strumenti di telemedicina (telerefertazione); servizi ambulatoriali specialistici (cardiologia, pneumologia, diabetologia, ecc.); ambulatori infermieristici per la gestione della cronicità e per la risposta ai bisogni occasionali; Consultori Familiari e l’attività rivolta ai minori; attività di profilassi vaccinale; sistema integrato di prenotazione collegato al Cup. Nel dettaglio, la CdC hub garantisce l’erogazione dei seguenti servizi, anche mediante modalità di telemedicina:
- Équipe multiprofessionali (MMG, PLS, Continuità Assistenziale, Specialisti Ambulatoriali Interni (SAI) e dipendenti, Infermieri e altre figure sanitarie e sociosanitarie);
- Presenza medica h24 - 7 giorni su 7 anche attraverso l’integrazione della Continuità Assistenziale;
- Presenza infermieristica h12 – 7 giorni su 7;
- Punto Unico di Accesso (PUA) sanitario e sociale;
- Punto prelievi;
- Servizi diagnostici finalizzati al monitoraggio della cronicità (ecografo, elettrocardiografo, retinografo, oct, spirometro, ecc.) anche attraverso strumenti di telemedicina (es. telerefertazione);
- Servizi ambulatoriali specialistici per le patologie ad elevata prevalenza (cardiologo, pneumologo, diabetologo, ecc.);
- Servizi di prevenzione collettiva e promozione della salute a livello di comunità, inclusa l’attività dell’Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC), ambulatori infermieristici per la gestione integrata della cronicità e per la risposta ai bisogni occasionali;
- Interventi di prevenzione e promozione della salute a livello di comunità, anche attraverso i Consultori familiari e l’attività rivolta ai minori – ove esistenti – che si articolano con il mondo educativo e scolastico per gli specifici interventi sulla popolazione 0-18 anni (facoltativo);
- Attività di profilassi vaccinale in particolare per alcune fasce di età o condizioni di rischio e di fragilità. Tutte le attività di profilassi vaccinale e di sorveglianza di malattie infettive sono in linea con le indicazioni del Dipartimento di Prevenzione;
- Sistema integrato di prenotazione collegato al CUP aziendale;
- Servizio di assistenza domiciliare di base;
- Partecipazione della Comunità e valorizzazione della co-produzione, attraverso le associazioni di cittadini e volontariato;
- Integrazione con i servizi sociali.
 
La CdC spoke garantisce l’erogazione dei seguenti servizi, anche mediante modalità di telemedicina:
- Équipe multiprofessionali (MMG, PLS, Specialisti Ambulatoriali Interni (SAI) e dipendenti, Infermieri e altre figure sanitarie e sociosanitarie);
- Presenza medica e infermieristica almeno h12 - 6 giorni su 7 (lunedì-sabato);
- Punto Unico di Accesso (PUA) sanitario e sociale;
- Alcuni servizi ambulatoriali per patologie ad elevata prevalenza (cardiologo, pneumologo, diabetologo, ecc.);
- Servizi infermieristici, sia in termini di prevenzione collettiva e promozione della salute pubblica, inclusa l’attività dell’Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC), sia di continuità di assistenza sanitaria, per la gestione integrata delle patologie croniche;
- Programmi di screening;
- Collegamento con la Casa della Comunità hub di riferimento;
- Sistema integrato di prenotazione collegato al CUP aziendale;
- Partecipazione della Comunità e valorizzazione co-produzione, attraverso le associazioni di cittadini, volontariato.
 
Le CdC hub al fine di assicurare i servizi descritti dovranno essere dotate di 7-11 Infermieri di Famiglia o Comunità organizzati indicativamente secondo il modello di seguito descritto: 1 Coordinatore Infermieristico, 2-3 IFoC per le attività ambulatoriali, 1-2 IFoC per l’attività di triage e di valutazione dei bisogni di salute e 4-6 IFoC per l’assistenza domiciliare di base, le attività di prevenzione e teleassistenza.
 
Nelle CdC hub e spoke, inoltre, è garantita l’assistenza medica H12 - 6 giorni su 7 attraverso la presenza dei MMG afferenti alle AFT del Distretto di riferimento. Tale attività ambulatoriale sarà aggiuntiva rispetto alle attività svolte dal MMG nei confronti dei propri assistiti e dovrà essere svolta presso la CdC hub e spoke.

INFERMIERE DI FAMIGLIA O COMUNITA’: uno ogni 3.000 abitanti. Ha l’obiettivo di rafforzare il sistema assistenziale sul territorio.  E'  la figura professionale di riferimento che assicura l’assistenza infermieristica ai diversi livelli di complessità in collaborazione con tutti i professionisti presenti nella comunità, perseguendo l’integrazione interdisciplinare, sanitaria e sociale dei servizi e dei professionisti e ponendo al centro la persona. L’infermiere di comunità interagisce con tutte le risorse presenti nella comunità formali e informali. L'infermiere di comunità non è solo l’erogatore di cure assistenziali, ma diventa la figura che garantisce la riposta assistenziale all’insorgenza di nuovi bisogni sanitari e sociosanitari espressi e potenziali che insistono in modo latente nella comunità. È un professionista con un forte orientamento alla gestione proattiva della salute. È coinvolto in attività di promozione, prevenzione e gestione partecipativa dei processi di salute individuali, familiari e di comunità all’interno del sistema dell’assistenza sanitaria territoriale.

NUMERO EUROPEO DI ASSISTENZA 116117: La Centrale Operativa 116117 sede del Numero Europeo Armonizzato (NEA) per le cure mediche non urgenti offre un servizio telefonico gratuito alla popolazione attivo h24 e 7 giorni su 7 per tutte le prestazioni sanitarie e sociosanitarie a bassa intensità. Individua e trasferisce le richieste di soccorso sanitario urgente al 118/112. Prevista una Centrale Operativa ogni 1-2 mln di abitanti o comunque regionale.

ASSISTENZA DOMICILIARE: L’obiettivo è l’erogazione al domicilio di interventi assistenziali nell’ambito di specifici percorsi di cura personalizzati. Si punta a coprire il 10% della popolazione over 65. E' un servizio a valenza distrettuale finalizzato all’erogazione al domicilio di interventi caratterizzati da un livello di intensità e complessità assistenziale variabile nell’ambito di specifici percorsi di cura e di un piano personalizzato di assistenza.

OSPEDALE DI COMUNITA’: è una struttura sanitaria di ricovero e svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero vero e proprio, con la finalità di evitare ricoveri ospedalieri impropri o di favorire dimissioni protette in luoghi più idonei e più prossimi al domicilio. Lo standard è di un Ospedale di Comunità con 20 posti letto ogni 100.000 abitanti. Prevista pure 1 Unità di Cure Palliative Domiciliari ogni 100.000 abitanti.

TELEMEDICINA: per l’erogazione di servizi e prestazioni sanitarie a distanza attraverso l’uso di dispositivi digitali, internet e software. La telemedicina è una modalità di erogazione di servizi e prestazioni assistenziali sanitarie sociosanitarie a rilevanza sanitaria a distanza, abilitata dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e utilizzata da un professionista sanitario per fornire prestazioni sanitarie agli assistiti (telemedicina professionista sanitario – assistito) o servizi di consulenza e supporto ad altri professionisti sanitari (telemedicina professionista sanitario – professionista sanitario). La telemedicina rappresenta un approccio innovativo alla pratica sanitaria, già consolidato in diversi ambiti sanitari, consentendo - se inclusa in una rete di cure coordinate - l’erogazione di servizi e prestazioni sanitarie a distanza attraverso l’uso di dispositivi digitali, internet, software e delle reti di telecomunicazione.

UNITÀ DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE: è un’équipe mobile distrettuale per la gestione e la presa in carico di individui in condizioni clinico-assistenziali di particolare complessità. Prevista un’Unità ogni 100mila abitanti.

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