
Se la predisposizione genetica non è modificabile, per prevenire l'Alzheimer è importante adottare un corretto stile di vita e mantenersi attivi, sia fisicamente, che nella vita sociale. Su questi aspetti indagano diversi progetti di ricerca promossi dall'Associazione Italiana Ricerca Alzheimer (Airalzh). Al momento non esiste una cura per l'Alzheimer e, per comprenderne meglio le origini, una delle principali sfide della ricerca è quella di caratterizzare meglio i fattori di rischio identificando i processi fisiopatologici in gioco e, quindi, proporre nuovi bersagli terapeutici. Si ritiene che la maggior parte dei casi di Alzheimer, di cui si celebra domani la giornata mondiale, sia causata dal mix di predisposizione genetica con fattori ambientali. Una recente ricerca internazionale pubblicata su Nature ha individuato 75 regioni del genoma associate all'Alzheimer, 42 delle quali mai implicate prima. "Questo studio - spiega Sandro Sorbi, ordinario di Neurologia presso l'Università di Firenze, coinvolto nella ricerca - è un enorme passo in avanti per capire meglio i meccanismi cellulari alla base dell'Alzheimer.




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