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Dal primo ottobre stop a mascherine in ospedali, ambulatori e Rsa

Infettivologia | Redazione DottNet | 27/09/2022 19:32

Niente protezioni anche su bus, metro e treni. Green pass obbligatorio negli ospedali fino al 31 dicembre. Gli esperti non sono d'accordo. Contagi di nuovo in aumento

L'ultimo giorno con le restrizioni Covid è fissato per il 30 settembre. A partire dal primo ottobre, infatti, non sarà più obbligatorio l’uso delle mascherine su bus, metro e treni, ma anche dentro ospedali, ambulatori medici e Rsa dove la questione è senza dubbio quella più delicata e se dovesse esserci una recrudescenza più marcata della curva epidemiologica potrebbe arrivare dopo il primo ottobre un intervento solo per questa tipologia di luoghi.

C'è anche un'altra scadenza, ed è quella del 31 ottobre quando cesseranno i protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro, che tra le altre cose prevedono in alcuni casi la misurazione della temperatura all'entrata e l'uso delle mascherine al chiuso quando non si può mantenere il distanziamento. C'è invece un'altra restrizione che resta in vigore fino a fine anno e cioè quella che prevede che fino al 31 dicembre il Green pass resti ancora obbligatorio per operatori sanitari, ricoverati e visitatori negli ospedali e nelle Rsa (le residenze per anziani): di fatto, questa misura comporta la necessità di fare il tampone prima di entrare in una struttura sanitaria.

Sulla questione mascherine però gli scienziati sono perplessi. “Il nuovo governo non sottovaluti la situazione epidemiologica. Guardando tutti i dati raccolti in questi due anni e mezzo, le misure di contenimento – compresa la mascherina – sono state un baluardo eccezionale per ridurre la diffusione del virus. L’epidemia – ha detto all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) – non è finita e lasciar circolare il coronavirus può portare anche a nuove varianti che sono imprevedibili. Per questo credo che l’obbligo delle mascherina sui mezzi di trasporto, in ospedale e nelle Rsa vada confermato”. “Se aboliamo l’uso delle mascherine con un germe oggi così contagioso – ogni persona ne infetta 19 circa – gli lasciamo via libera, soprattutto negli ambienti ospedalieri dove le persone vanno per essere curate e correrebbero il rischio di infettarsi, per non parlare dei rischi degli operatori sanitari” dice Walter Ricciardi, docente di Igiene all’Università Cattolica, in merito alla scadenza, il 30 settembre, dell’obbligo di indossare il dispositivo di protezione sui mezzi pubblici e nelle strutture sanitarie. “Mi auguro che ci sia una proroga per l’obbligo in questi ambienti – continua Ricciardi – perché altrimenti l’attuale dinamica di risalita dei contagi, innescata dalla ripartenza delle scuole, diventerà ancora più rapida. Già ci saranno problemi, tra qualche settimana, per l’innalzarsi della curva pandemica in corso”. Un esempio dei rischi è rappresentato dall’esperienza britannica. “Nel Regno Unito, dove sono state abolite tutte le precauzioni – sottolinea l’esperto – oggi hanno 200mila operatori sanitari con il Long Covid e tra i 2 e i 3 milioni di cittadini con strascichi dell’infezione. Il virus, quindi, va contrastato e l’uso delle mascherine in luoghi chiusi ed affollati è uno degli strumenti per farlo. Naturalmente il mezzo principale di contrasto resta la vaccinazione e anche su questo siamo in ritardo. Se non ripristiniamo una strategia di lotta attiva che in qualche modo anticipa il virus, è chiaro che ci esponiamo a problemi, soprattutto tra ottobre e novembre”, conclude evidenziando che “l’uso delle mascherine resta ancora fondamentale”.

Intanto i dati sui contagi spingono verso l'alto: sono 44.878 (luned' erano 10.008) i nuovi casi registrati ieri dal monitoraggio quotidiano del Ministero della Salute che porta il totale dei casi dall’inizio della pandemia a 22.358.487. Rispetto a lunedì scorso ci sono 16.483 casi in più. Analizzando invece il trend settimanale si nota che i casi negli ultimi 7 giorni sono stati 160.750, un dato del 33% maggiore rispetto ai sette giorni precedenti. In calo invece dell’8% il dato settimanale sui decessi così come quello delle persone in terapia intensiva (-14%) ma tornano invece a salire (+4,5%) i ricoveri nei reparti ordinari.

Il totale dei tamponi (tra molecolari e rapidi) è stato ieri di 243.421 (lunedì 65.697) con un rapporto positivi tamponi del 18,4% rispetto al 15,2% di lunedì. Ieri sono stati segnalati 64 decessi rispetto ai 32 di lunedì per un totale di 176.976 dall’inizio della pandemia. Salgono i ricoverati con sintomi (+192 rispetto a lunedì mentre scendono quelli in Terapia intensiva (-2). Attualmente risultano ospedalizzate con sintomi 3.653 persone e 128 in TI. Le persone in isolamento domiciliare sono 440.389 (contro i 423.841 di lunedì). Ieri si sono segnalate 27.854 persone guarite per un totale di 21.737.122. Gli attualmente positivi sono 444.389 (contro i 427.432 di lunedì). La regione con più casi odierni è la Lombardia (+8.979) seguita da Veneto (+6.395), Piemonte (+4.561), Lazio (+3.758), Campania (+2.967) e Toscana (+2.573).


 

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