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Contro il tumore al polmone confermata l'efficacia dell'immunoterapia e di un'altra molecola

Oncologia | Redazione DottNet | 04/10/2022 17:33

L'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (Ire) è stato protagonista al congresso nazionale Aiom (Associazione italiana oncologia medica) per le novità sulle terapie per il tumore al polmone

Confermata l'efficacia dell'immunoterapia, di un farmaco di ultima generazione, e di un'altra molecola; avviato un gran numero di programmi sperimentali rivolti a pazienti con malattia anche in fase avanzata e che non rispondono più alle terapie convenzionali; partecipazione alla Rete Italiana Screening Polmone (Risp), che può salvare la vita: l'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (Ire) è stato protagonista al congresso nazionale Aiom (Associazione italiana oncologia medica) per le novità sulle terapie per il tumore al polmone. Sono ben 3 i lavori presentati, tutti coordinati a livello nazionale dall'Ire. Il primo, discusso da Federico Cappuzzo, Direttore dell'UOC di Oncologia Medica 2, riporta i risultati dello studio randomizzato SQUINT, condotto in oltre 20 centri oncologici italiani. Lo studio ha arruolato 91 pazienti affetti da carcinoma polmonare di tipo squamoso in fase avanzata. "La ricerca - ha spiegato Cappuzzo - ha confermato in questa tipologia di pazienti, in genere difficile da trattare, l'alta efficacia dell'immunoterapia. Inoltre, è stato possibile fare delle approfondite analisi biologiche al fine di definire chi sono i pazienti che beneficiano maggiormente dell'immunoterapia".

    Nel secondo studio, invece, sono state analizzate le caratteristiche biologiche di pazienti con tumore al polmone che presentano una specifica alterazione molecolare, ossia il riarrangiamento del gene ROS1, trattati con un farmaco di ultima generazione, il lorlatinib. Oltre alla conferma della grande efficacia della molecola, lo studio, ha spiegato Lorenza Landi, Responsabile dell'UOSD Sperimentazioni cliniche: Fase 1 e Medicina di precisione, "è aver identificato un gruppo di pazienti che beneficiano in modo significativo della terapia e questi pazienti sono coloro che non presentano una concomitante mutazione di un altro gene, la TP53".   Gabriele Minuti, medico della UOSD di Fase 1 e Medicina di Precisione ha illustrato il terzo studio, CABinMET che ha valutato l'efficacia di un farmaco anti MET nei pazienti con carcinoma del polmone non a piccole cellule (NSCLC) che presentano la mutazione di questo specifico gene (MET).   "Il fermento di novità presentate dai nostri esperti al Congresso AIOM - dichiara Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE - testimonia quanto i nostri istituti stiano investendo nella lotta al tumore del polmone. Abbiamo in corso un grande numero di programmi sperimentali rivolti a pazienti con malattia anche in fase avanzata e che non rispondono più alle terapie convenzionali. Le sperimentazioni cliniche sono un punto distintivo dell'IRCCS Istituto Tumori Regina Elena perché in costante crescita: 400 trial clinici attivati solo nel 2021."

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