
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non contiene nessun accenno, rispetto alla necessità di aumentare le dotazioni organiche
“Lo stiamo sostenendo da molto tempo che la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale è dovuta principalmente all’impegno dei medici; il loro lavoro deve essere valorizzato e riconosciuto dal punto di vista economico al pari dei colleghi europei meglio retribuiti in tutta Europa, unitamente alla necessità di predisporre un piano di assunzioni stabili di nuovo personale medico”, così Pina Onotri Segretario Generale dello SMI commenta le dichiarazioni di ieri del Ministro della Salute, Orazio Schillaci
“Per quello che riguarda il personale medico e sanitario - prosegue Onotri - il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) non contiene nessun accenno, rispetto alla necessità di aumentare le dotazioni organiche, né tanto meno d’investire sul personale medico e può rivelarsi, così, una grande operazione di edilizia sanitaria.
“Il Servizio Sanitario Nazionale è stato messo a dura prova dalla pandemia che ha evidenziato profonde deficienze del sevizio sanitario a partire dalla medicina dell’emergenza/urgenza, un sistema già in profonda crisi d’identità a causa dei disomogenei modelli organizzativi, per la difformità dell’offerta di salute sul territorio nazionale, per la frammentazione di competenze, per la diversità dei percorsi formativi degli operatori sanitari. Ci auguriamo - sottoliena il segretario dello Smi - che, anche, su questo il Governo riapra la discussione con i sindacati di categoria”.
“In questi anni si è assistito ad una fuga progressiva del personale dal sistema pubblico a quello privato; si tratta di migliaia di colleghi che hanno lasciato il sistema sanitario pubblico. È necessario invertire questa tendenza - rimarca Onotri - per difendere il carattere pubblico e universale del nostro SSN dinnanzi ad una sempre più incalzante iniziativa privata che tende a sottrarre servizi alle persone e pazienti al settore pubblico”.
“In sanità e nella medicina, anche con la prevalenza delle donne nelle professioni mediche e sanitarie, occorrono nuove tutele a difesa dei diritti dei medici quali il diritto ai tempi di conciliazione vita/lavoro, la tutela della maternità e dell’handicap, il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro per i medici convenzionati, le pari opportunità. Di tutto questo vorremmo discutere nel rinnovo del nuovo Accordo Collettivo Nazionale di medicina generale del triennio 2019-21, già scaduto, e, per questo, chiediamo al Ministro Schillaci di favorire l’avvio delle trattative”, conclude Onotri.
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