
Il risultato, seppure in misura più contenuta, si raggiunge anche senza ricorrere alla castrazione farmacologica
Il trattamento con un farmaco anti-androgeno di nuova generazione, enzalutamide, associato alla terapia di deprivazione androgenica (la cosiddetta castrazione farmacologica), riduce del 58% il rischio di metastasi o morte nei pazienti con tumore alla prostata ad alto rischio di recidiva. Questo risultato, seppure in misura più contenuta, si raggiunge anche senza ricorrere alla castrazione farmacologica. È uno dei dati che emerge dallo studio di fase III Embark, presentato al Congresso dell'American Urological Association, che si è chiuso ieri a Chicago.
Via libera alla Camera all’emendamento Cattoi: telemedicina estesa ai pazienti oncologici. Ora il passaggio al Senato
Avis richiama l’attenzione sulla filiera del plasma: domanda in crescita e dipendenza dal mercato estero per una quota rilevante di farmaci salvavita.
Dalle tensioni internazionali alle ricadute sulla spesa pubblica, emergono segnali di pressione su supply chain, costi e capacità di erogazione dei servizi sanitari.
Il documento ISS del 3 febbraio non è una notizia. Ma torna attuale mentre AIFA apre il fronte della prescrittomica: dati solidi, ma ancora separati dalle scelte terapeutiche.
Evento su innovazione accessibile: il nodo non è la ricerca ma i tempi di accesso. Sullo sfondo la riforma del comparto farmaceutico
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Il documento ISS del 3 febbraio non è una notizia. Ma torna attuale mentre AIFA apre il fronte della prescrittomica: dati solidi, ma ancora separati dalle scelte terapeutiche.
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