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Ema, in arrivo il nuovo vaccino Covid aggiornato: sarà tarato contro la variante Xbb del virus

Infettivologia Redazione DottNet | 28/05/2023 17:49

Cavaleri: L'Ema raccomanderà agli Stati la rivaccinazione in autunno delle fasce più a rischio della popolazione, a partire da anziani e soggetti immunodepressi

Produrre entro l'autunno un vaccino anti-Covid aggiornato e che sia tarato contro la variante Xbb del virus SarsCoV2, quella attualmente più diffusa. E' questa la raccomandazione che l'Agenzia europea dei medicinali (Ema) darà alle aziende farmaceutiche. Contemporaneamente, l'Ema raccomanderà agli Stati la rivaccinazione in autunno delle fasce più a rischio della popolazione, a partire da anziani e soggetti immunodepressi. Lo spiega all'ANSA Marco Cavaleri, responsabile Ema per i vaccini e prodotti terapeutici contro il Covid. Intanto, si stimano in oltre 10 milioni le dosi di vaccino anti-Covid acquisite e rimaste inutilizzate in Italia per la scarsa adesione alla campagna vaccinale negli ultimi mesi, come sottolinea il presidente della Società italiana di farmacologia ospedaliera (Sifo), Arturo Cavaliere.

"L'Ema pubblicherà a breve una raccomandazione su come adattare i vaccini anti-Covid per la prossima campagna vaccinale in autunno e indirizzeremo le aziende farmaceutiche - afferma Cavaleri - a produrre vaccini che contengano il ceppo Xbb, che ora è dominante ed è un ceppo molto diverso rispetto a quelli che erano in circolazione prima. Quindi, da un punto di vista immunologico sarebbe bene aggiornare i vaccini in questa direzione. Questo è ciò che ha detto anche l'Organizzazione mondiale della sanità, con cui abbiamo discusso ampiamente".

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L'obiettivo, precisa, "è produrre per l'autunno un nuovo vaccino monovalente, che contenga cioè solo il ceppo Xbb: dunque ci stiamo spostando da un vaccino che contiene due ceppi diversi ad un vaccino che non contiene più il ceppo originario del virus SarsCoV2, ovvero il ceppo Wuhan, quello con cui la pandemia è partita, perché di fatto questo ceppo non circola più". E comunque Wuhan, sottolinea, "è un ceppo del virus che abbiamo già incontrato varie volte, sia con la vaccinazione sia con l'infezione naturale: per questi motivi non riteniamo più necessario rivaccinarci con questo ceppo, mentre l'idea è quella di seguire la direzione che sta prendendo il virus". Quanto ai tempi, "pensiamo che le aziende abbiano un lasso di tempo sufficiente per riuscire a produrre i vaccini aggiornati e avere un numero di dosi congruo per le campagne vaccinali".

L'approvazione regolatoria del nuovo vaccino monovalente sarà ad ampio spettro per tutta la popolazione, però di fatto, annuncia Cavaleri, "le campagne vaccinali saranno mirate a chi è più vulnerabile, a partire dagli anziani. L'opportunità che i vari Stati procedano alla rivaccinazione di alcune categorie, come fragili ed anziani, è sicuramente un concetto che ribadiremo. Ci confronteremo anche con l'Ecdc e decideremo come trasmettere questo messaggio, ma direi - afferma - che l'indirizzo è questo". Rispetto all'immunizzazione raggiunta in Europa, "effettivamente le campagne vaccinali non sono state di grande successo come avremmo voluto e quindi - è il giudizio del responsabile Ema - speriamo che il prossimo autunno le cose migliorino e che ci sia più copertura vaccinale soprattutto per i soggetti che sono più a rischio, perchè è su di loro che ci dovremo focalizzare". Infatti, "è difficile prevedere l'andamento del virus, ma se ad oggi non sembrerebbe esserci una sua nuova pericolosità - avverte - non sappiamo tuttavia quali saranno le sue prossime mosse. E' bene dunque sempre stare in allerta e prepararci nel modo migliore possibile".

Una grossa questione resta quella delle dosi di vaccino rimaste inutilizzate e ormai prossime alla scadenza: "A livello nazionale si tratterebbe di circa 10-15 milioni di dosi stimate. E' un dato - spiega il presidente Sifo - che ogni singola Regione conosce bene in quanto le Farmacie Ospedaliere comunicano settimanalmente le giacenze per ogni singolo sito ospedaliero alle Regioni, per tipologia di vaccino e scadenza, comunicando più volte di essere al limite delle capacità di stoccaggio". Quindi, conclude, "si spera che sia stato previsto nei contratti di acquisto una opzione che prevedesse al cessare della pandemia la possibilità di non acquistare più vaccini, altrimenti sarebbe a dir poco preoccupante alla luce delle risorse investite oltre che eticamente inaccettabile".

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