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Cammina dopo 5 anni con un neurotrasmettitore midollare

Neurologia Redazione DottNet | 30/05/2023 15:26

Mortini: "Il prossimo passo sarà trattare anche lesioni del midollo spinale determinate da malattie neurodegenerative, come la sclerosi multipla"

Grazie a un neurostimolatore midollare una donna di 32 anni paraplegica è tornata a camminare dopo cinque anni. Cinque anni fa aveva infatti subito una lesione midollare per un incidente sportivo. Ora con l'impianto del neurostimolatore da parte della squadra di neurochirurghi dell'Ircss San Raffaele di Milano (parte del gruppo San Donato) guidata dal professor Pietro Mortini,, è in grado di stare in posizione eretta e di muoversi con il deambulatore.

Sta affrontando un processo di riabilitazione complesso definito dal dottor Sandro Iannaccone, primario dell'Unità di Riabilitazione Disturbi Neurologici Cognitivi-Motori. "Stiamo conducendo un protocollo di ricerca clinica avanzata - ha spiegato Mortini, che è primario di neurochirurgia e Ordinario presso l'Università Vita - Salute San Raffaele - , coordinato dal mio collaboratore, dottor Luigi Albano, al termine del quale questo intervento potrebbe entrare nella pratica clinica corrente, offrendo una soluzione terapeutica ai pazienti con lesioni midollari".   E questo è solo l'inizio. "Il prossimo passo - ha aggiunto - sarà trattare anche lesioni del midollo spinale determinate da malattie neurodegenerative, come la sclerosi multipla, nei pazienti che verranno reclutati dall'Unità di Neurologia dell'IRCCS Ospedale San Raffaele, diretta dal professor Massimo Filippi".

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   Il risultato è stato possibile grazie alla collaborazione con un gruppo di ingegneri dell'Istituto di biorobotica de La Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, diretto dal professor Silvestro Micera.  Il dispositivo impiantato si compone di due parti: un supporto biocompatibile per 32 elettrodi che viene inserito nello spazio epidurale della colonna vertebrale, e un generatore di impulsi, (una sorta di pacemaker) simile a quelli utilizzati nei pazienti con aritmie cardiache, inserito sotto la pelle a livello dell'anca. Gli impulsi vengono erogati al midollo spinale da dove poi transitano ai nervi e ai muscoli. L'impianto del dispositivo è avvenuto in circa 3 ore, attraverso un delicato intervento neurochirurgico mininvasivo, eseguito in monitoraggio neurofisiologico continuo. Il pacemaker è stato poi programmato per garantire l'attivazione coordinata di tutti i muscoli necessari alla deambulazione. Il controllo delle funzioni dello stimolatore è possibile grazie a una serie di opzioni funzionali che possono essere scelte dalla paziente in base alle sue necessità.

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