
Il 60% dei cardiopatici a cui è stata prescritta non prende la cosiddetta aspirinetta
L'aspirina a basse dosi viene raccomandata a molti cardiopatici in tutto il mondo, ma in particolare a chi ha avuto un infarto, in quanto l'uso regolare del medicinale ha dimostrato di ridurre i rischi di un secondo episodio cardiaco. Eppure - rivela un nuovo studio - il farmaco, peraltro poco costoso e rinvenibile in ogni angolo del globo, viene usato da meno della metà dei pazienti a cui è stato consigliato. E il suo uso è nettamente inferiore nei Paesi più' poveri rispetto a quelli sviluppati.
Pubblicata sulla rivista scientifica Jama, l'indagine denuncia che a livello generale solo il 40% dei cardiopatici a cui è stata prescritta, prende la cosiddetta aspirinetta.
La ricerca è stata condotta alla Washington University, alla University of Michigan con la collaborazione di altre istituzioni internazionali: i dati hanno riguardato 51 Paesi dove i sondaggi sull'uso del farmaco sono stati condotti e riveduti per 7 anni, dal 2013 al 2020.
Lo rivelano i risultati dello studio Pursuit: con un farmaco sperimentale in aggiunta allo standard di cura l’84% dei pazienti raggiunge l’obiettivo
Progetto europeo finanziato da EU4Health. Con Resil-Card ospedali e servizi possono valutare la tenuta dei percorsi cardiologici in situazioni di crisi.
Ma la figura a pera con adipe a fianchi e cosce lo protegge
Uno studio londinese, realizzato sui dati di 21.241 persone, ha calcolato l’incidenza della sostanza che si accumula attorno agli organi nell'invecchiamento del cuore
Una review su Journal of Hypertension rilegge il legame tra ipertensione, rimodellamento cardiaco e scompenso: non sempre la relazione è diretta come si è creduto finora.
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