
In alcuni Stati europei si ritiene che la ricerca scientifica medica sia finalizzata a scopi di pubblico interesse e non necessiti di consenso informato. Purtroppo, in Italia ci è impedito l'utilizzo di dati retrospettivi e questo ci costringe ad andare a cercare tutti i pazienti analizzati in precedenza per chiedere loro il consenso informato. È una questione di civiltà che credo andrebbe risolta, anche perché l'efficientamento che ne deriverebbe, davvero significativo, sarebbe senza costi". Lo ha detto il presidente di Alleanza contro il Cancro, Ruggero De Maria (nella foto), intervenendo al convegno Diritto alla Salute e alla sua tutela organizzato al Cnr dal Cortile dei Gentili, struttura del Dicastero Pontificio per la Cultura e l'Educazione. "Sì alla massima attenzione per la salvaguardia alla privacy - ha aggiunto -, ma senza bloccare la ricerca italiana.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.