L’uso del tessuto adiposo come prodotto di riempimento in chirurgia plastica è antico, già dalla fine dell’800 sono riportate in letteratura esperienze cliniche di reimpianto e sono stati pubblicati negli ultimi decenni numerosi studi internazionali
Mantenere vitali a lungo termine le cellule del tessuto adiposo, tramite la crioconservazione, per poterle poi utilizzare a fini terapeutici: merito delle più avanzate tecniche di trapianto di tessuti, ma anche del brevetto di una startup emiliana che è riuscita dove molti prima avevano fallito.
La crioconservazione permette di avere a disposizione tessuto adiposo prelevato in precedenza, pronto per essere utilizzato in procedure future nello stesso paziente senza necessità di ulteriori prelievi. Questo non solo ottimizza il processo chirurgico, ma offre anche una soluzione più naturale e meno invasiva rispetto agli impianti artificiali, rendendo le procedure più sicure, efficaci e confortevoli per i pazienti.
Il dott. Damiano Tambasco responsabile della Chirurgia Plastica dell'Ospedale San Carlo di Nancy di Roma è stato il primo a collaborare con loro in ambito di chirurgia plastica ed estetica: lo scorso 4 Aprile, infatti, ha effettuato la prima operazione con tessuto adiposo crioconservato su una paziente che si era sottoposta ad un intervento di liposuzione nel mese di giugno 2023.
È una nuova frontiera che si apre e di cui l’Italia è all’avanguardia nel mondo.
"Questa tecnologia ha un potenziale enorme – spiega il dott. Tambasco – La sua applicazione, anche nell’ambito della chirurgia plastica ed estetica, ha dei vantaggi senza precedenti. La paziente che ho operato qualche giorno fa, che si era precedentemente sottoposta ad un intervento di liposuzione all’addome, soffriva di ipoplasia del gluteo e aveva al viso una serie di cicatrici che le creavano forti disagi, perché molto evidenti. Grazie al tessuto adiposo crioconservato in occasione della liposuzione, è stato possibile, tramite un intervento poco invasivo ed effettuato con delle piccolissime cannuline, effettuare delle infiltrazioni nelle sedi ipoplasiche e cicatriziali. Il tessuto adiposo autologo rappresenta il miglior filler che ci sia perché è un riempitivo completamente naturale che non ha effetti collaterali, ma solo benefici. La crioconservazione permette di effettuare un unico prelievo di grasso per poi utilizzarlo successivamente e rispetto ad altre tecniche presenta tutta una serie di vantaggi, primo fra tutti il fatto che il grasso innestato è assolutamente biocompatibile e sia prelievo che reimpianto avvengono mediante interventi poco invasivi. Inoltre, nella maggior parte dei casi per massimizzare i risultati e l’attecchimento è preferibile effettuare multipli impianti piuttosto che un unico innesto di grossi volumi (che andrebbe incontro ad un alto tasso di riassorbimento), pertanto, con questa metodica, oltre ad essere possibili infiltrazioni multiple nel tempo queste risultano essere assolutamente poco invasive prescindendo dalla fase di prelievo. Mi ritengo onorato di aver potuto effettuare per primo un’operazione del genere, sia perché apre una serie di possibilità per il futuro della chirurgia plastica, sia perché mi ha permesso di aiutare una paziente a superare disagi e insicurezze che si portava dietro da tutta una vita."
La crioconservazione del tessuto adiposo offre un’alternativa che può ridurre la necessità di interventi multipli con il tessuto a fresco, riducendo così il disagio e il tempo di recupero per i pazienti. L’uso è confermato anche per riempire le cicatrici diminuendone la visibilità, nel restituire volume al volto e nel rimodellamento corporeo. I campi di applicazione sono molteplici: dall’ortopedia–- alla ginecologia–dalla cura delle ferite–alla colonproctologia.
Grazie a questa tecnologia in Italia è possibile effettuare in centri altamente specializzati, il trapianto di tessuto adiposo crioconservato nell’ambito della ricostruzione mammaria post-oncologica con risultati molto soddisfacenti sia in termini di attecchimento che di vantaggi in termini di riduzione del numero di interventi a cui devono sottoporsi le pazienti.
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