
Circa 45mila i pazienti in cura in Italia
La progressiva diffusione della dialisi peritoneale al posto dell'emodialisi porterebbe per il servizio sanitario a un risparmio nell'arco di 5 anni di 171 milioni di euro. È quanto emerge da uno studio condotto dall'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (Altems) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore presentata a Roma. In Italia si stima che l'8-10 per cento della popolazione soffra di malattia renale cronica, anche se nella maggior parte dei casi, non sa di esserne affetto poiché la diagnosi giunge spesso in fase tardiva. Circa 45 mila quelli in dialisi.
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Secondo dati diffusi dall’Associazione Luca Coscioni, la procedura farmacologica sfiora il 60%. Persistono forti differenze territoriali e limiti organizzativi.
Dati ISTAT e allarme AUPI. Gli psicologi chiedono politiche strutturate su educazione digitale, prevenzione e ruolo delle piattaforme.
I farmacisti sostengono il riordino dell’assistenza territoriale e chiedono un ruolo più centrale. “Presidio già operativo per la prossimità”, soprattutto nelle aree interne
Scotti critica i dati grezzi sulle ricette e le restrizioni regionali: “Blocchi e sottocodici spingono verso consulenze difensive”. Il risultato, avverte, è più specialistica e più pressione sul sistema
Il ministro difende la riforma della medicina territoriale e rivendica i primi risultati sulle liste d’attesa. “Serve una sanità più vicina ai cittadini”, ma i tempi restano disomogenei sul territorio
Doppio canale per i medici di famiglia, estensione della pediatria, nuove regole di formazione e scontro aperto con i sindacati. Il tutto mentre si avvicinano le scadenze del PNRR e il confronto si sposta sulle Regioni
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