
Radiologi e clinici del Policlinico Gemelli hanno ideato un metodo per 'taggare' con una piccola spirale metallica (microcoil) queste lesioni
Messa a punto una tecnica innovativa per rimuovere le lesioni polmonari sospette in fase precocissima di malattia, massimizzando le chance di guarigione da quello che resta ancora oggi un big killer tra i tumori: radiologi e clinici del Policlinico Gemelli hanno ideato un metodo per 'taggare' con una piccola spirale metallica (microcoil) queste lesioni, che altrimenti sarebbero difficilissime da distinguere, in modo tale che poi il chirurgo le possa togliere con un intervento mininvasivo. Appena presentata al II Congresso Europeo di Radiologia Toracica e già validata su una casistica di oltre 100 interventi, , la tecnica è stata premiata nell'ambito di una presentazione al congresso delle Società Italiana di Chirurga Toracica. È difficile asportare in maniera mininvasiva noduli tumorali polmonari nelle primissime fasi di sviluppo, perché non sono riconoscibili all'occhio del chirurgo, in quanto molto piccoli, ancora 'poco densi' e dunque non distinguibili dal tessuto polmonare sano.
Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
In Italia poco più di 3mila oncologi per 3,5 milioni di pazienti. Burocrazia e burnout riducono il tempo di cura, mentre i bisogni aumentano.
Commenti